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5 giugno 2009

Vota il POPOLO DELLA LIBERTA' il 6 e 67 giugno

 Dopo quasi 20 anni di centro-sinistra a Barletta è giunto il momento di iniziare una svolta!
Votare il 6 e 7 giugno per Francesco Ventola e per il Popolo della Libertà significa dare un forte segnale politico, significa dare un importantissimo segnale di cambiamento che può dare la speranza di poter conseguire una vittoria anche alle elezioni comunali.
Fiore, Dimiccoli, Salerno, Maffei...da loro qualche piazzetta e qualche fontana. Nessuno di questi Sindaci del centro-sinistra è riuscito in tutti questi anni ininterrotti di amministrazione a risolvere i grandi e gravi problemi della nostra città. Mi riferisco all'elettrosmog causato dall'elettrodotto, ai passaggi a livello, al traffico, ai parcheggi, alle strade dissestate e potrei continuare.
Nessuno ha dato un nuovo piano regolatore alla nostra città. Nessuno ha consentito lo sviluppo delle nostre Litoranee.
Il nulla e la cattiva amministrazione si sono alternati! Perchè continuare  votare centro-sinistra a Barletta?
Inoltre caro amico di Barletta, attento a non farti ingannare dalla "barlettanità" di Salerno. Francesco Salerno è lo stesso che si è dimesso da Sindaco un anno prima della scadenza del suo mandato per ambire a fare il parlamentare, ABBANDONANDO la nostra città e permettendo l'assegnazione delle sedi dell'Italgas, dell'ASL e della Prefettura (poi fortunatamente venuta a Barletta) alla Città di Andria. Perchè votarlo? Perchè votare un candidato presidente che fuori Barletta conseguirà pochissimi voti e che non ha nessuna possibilità di vincere queste elezioni? Perchè votare un candidato che in caso di ballottaggio (che non avverrà) chiederà di votare la candidata andriese dopo aver impostato una campagna elettorale sul campanilismo barlettano?
Barlettano rifletti, il voto utile per Barletta è quello che elegge barlettani al Consiglio Provinciali e nella futura maggioranza di centro-destra. IL VOTO UTILE E' QUELLO AL PDL.
E poi Francesco Ventola ha dimostrato, nonostante la sua giovane età, di essere un eccellente Sindaco nella sua Città.

Per le elezioni europee invece, per dare maggiore fiducia al Governo Berlusconi, al governo del fare, vota PDL e scrivi BERLUSCONI. Un voto al nostro Presidente è un voto contro la sinistra del gossip e che essendo incapace di confrontarsi sulla politica ha inasprito ed avvelenato questa campagna elettorale con squallide questioni personali e soprattutto non reali.
Caro amico, ti chiede anche di dare la tua seconda preferenza ad Enzo Rivellini, uomo della Destra Sociale, Consigliere Regionale in Campania, attivissimo contro la mala sanità napoletana.
Infine, la terza preferenza non può che non ricadere su un candidato del nostro territorio. Si può scegliere tra il parlamentare europeo Salvatore Tatarella o il Consigliere Regionale Sergio Silvestris.

Inoltre vorrei dare un in bocca al lupo a tutti gli amici e camerati candidati in queste elezioni.
Mi rivolgo a Carlo Fidanza, candidato al Parlamento Europeo al Collegio Nord-Ovest, a Fabiano Bariani candidato al Consiglio Comunale a Novara, Massimiliano Bonu al Consiglio Provinciale di Parma, Filippo Melchiorre al Comune di Bari, Sebastiano Raciti al Comune di Monreale, Cesare Mevoli al Comune di Brindisi e spero davvero di non aver dimenticato nessuno.
Vota PDL, per l'Italia e per far tornare Barletta a sorridere!

Vi ricordo i 7 candidati di Barletta:
COLLEGIO 1 - Mariagrazia VITOBELLO
COLLEGIO 2 - Giuseppe RIZZI detto Pino
COLLEGIO 3 - Giuseppe LACERENZA detto Pino
COLLEGIO 4 - Michele NASCA
COLLEGIO 5 - Dario DAMIANI
COLLEGIO 6 - Ruggiero PASSERO
COLLEGIO 7 - Marcello LANOTTE

Candidato PRESIDENTE FRANCESCO VENTOLA

Alla scheda gialla per le Provinciali il voto disgiunto annulla la scheda. Occorre mettere solo una croce sul simbolo del Popolo della Libertà, in questo modo il voto andrà direttamente alla lista, al candidato del collegio collegato e a Francesco Ventola.





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28 maggio 2009

Comizio di Mantovano a Barletta


 

VENERDI' 29 MAGGIO ORE 18.30

PIAZZA CADUTI - BARLETTA

PUBBLICO COMIZIO
DEL POPOLO DELLA LIBERTA'


INTRODUCE
Oronzo Cilli

INTERVENGONO
Mariagrazia Vitobello, candidata PDL Collegio I
Pino Rizzi, candidato PDL Collegio II
Giuseppe Lacerenza, candidato PDL Collegio III
Michele Nasca, candidato PDL Collegio IV
Dario Damiani, candidato PDL Collegio V
Ruggiero Passero, candidato PDL Collegio VI
Marcello Lanotte, candidato PDL Collegio VII
Giovanni Alfarano, Consigliere comunale PDL
Nino Marmo, Consigliere regionale PDL

CONCLUDONO
FRANCESCO VENTOLA, Candidato alla Presidenza

ON. ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'Interno




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4 maggio 2009

Sondaggio Sole 24 Ore-Ipsos: tra gli operai Pdl 43,4%, Pd 22,4%

da www.ilsole24ore.com 


A un mese dalle elezioni europee Pdl e Lega, insieme, hanno la maggioranza assoluta dei consensi degli italiani (rispettivamente il 40% e il 10,3%), mentre il Pd si ferma al 26,2%. Buoni risultati per il partito di Antonio Di Pietro (Idv) che raggiunge il 9%, mentre l'Udc fa registrare un 6%.

Sono le indicazioni di un sondaggio Ipsos sugli orientamenti di voto realizzato per il Sole 24 Ore, che sarà pubblicato domani sul quotidiano economico con un'analisi di Roberto D'Alimonte. Al di là del dato generale, significativa la lettura dei consensi per categorie professionali. Un dato su tutti: nella categoria operai-esecutivi: il Popolo della libertà «doppia» il Partito democratico con un 43,4% contro il 22,4%; con l'aggiunta della Lega, poi, in questo segmento della popolazione il centro-destra raggiunge il 58,2%.

Il Pdl guadagna rispetto allo scorso anno in tutte le categorie professionali, tranne che tra i disoccupati dove arretra dal 43 al 39,8. Ma il Pd, anche qui, non ne approfitta fermandosi al 19,3% contro il 28,4 dello scorso anno. Nella graduatoria per titoli di studio i Democratici riescono a sopravanzare il Pdl solo tra i laureati, con il 28,2% contro il 27,2. Buono in questo segmento anche il risultato di Di Pietro con il 15,1%. Tra chi ha un diploma liceale il Pdl torna avanti con il 36,1% contro il 24,9; e la differenza aumenta ancora di più tra chi ha solo la licenzia media o elementare (rispettivamente 43,4% e 23,6%nel primo caso e 43,9% a 30,6% nel secondo). Infine tra le donne il Pdl fa ancora meglio rispetto al dato totale toccando il 42,6% di consensi.




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15 aprile 2009

Questo giudice continuerà a svolgere la sua professione???

da www.lagazzettadelmezzogiorno.it 

Bari, scarcerati boss
per ritardo del gup
Liberati questa mattina i primi 21 imputati del potente clan mafioso barese degli Strisciuglio. Il processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato, si è concluso il 16 gennaio 2008 con la condanna di quasi tutti i 160 imputati da parte del gup del Tribunale di Bari, Rosa Anna De Palo. La De Palo in questi 15 mesi non è riuscita a depositare le motivazioni della sentenza di primo grado, il cui dispositivo è composto da 62 pagine
di LUCA NATILE 

Le porte del carcere si riaprono, i vincoli degli arresti domiciliari cadono clamorosamente dopo quindici mesi dalla sentenza di primo grado, ed i primi 22 accoliti del clan Strisciuglio, coinvolti nella maxi inchiesta «Eclissi», riacquistano da subito la libertà. Per nove di questi c’è l’allarme rosso lanciato dalla Direzione distrettuale antimafia. Un’altra ventina di galoppini e alcuni pezzi da novanta del clan seguiranno a ruota. Tutta colpa di un clamoroso ritardo: a quindici mesi dalla sentenza emessa col rito abbreviato, il giudice non ha provveduto all’obbligo di depositare le motivazioni delle condanne. Una prospettiva insperata, un regalo del tempo che corre troppo in fretta e che ha esaurito i termini di custodia cautelare. Tirando le somme, entro il mese di maggio rischiando di essere «uccel di bosco» complessivamente una settantina tra affiliati, battezzati e proseliti del sodalizio criminoso. Una parte degli inquisiti comparsi alla sbarra ha già riassaporato il gusto della libertà nelle settimane trascorse. I «mammasantissima» però restano ancora al fresco, almeno per il momento. Il gruppo camorristico più forte, più agguerrito e meglio organizzato della città ritrova una parte dei suoi «picciotti». 

Non si tratta dell’epilogo di un lungo iter processuale celebrato con la formula del rito ordinario, ma di quello che ha tutta l’aria di essere un incidente di percorso. Un incidente che interrompe l’efficacia della sentenza di primo grado celebrata in abbrev iato. Il giudizio abbreviato è infatti un rito speciale caratterizzato dal fatto che con esso si evita il dibattimento e la decisione viene presa nell'udienza preliminare. Alla pena viene applicata la riduzione di un terzo. Ma occorre che le motivazioni vengano depositate entro un termine pere ntorio. Per il mancato deposito delle motivazione della sentenza di primo grado, questa mattina verranno così scarcerati i primi 22 imputati (13 sono in carcere gli altri ai domiciliari) del processo Eclissi che nel gennaio del 2006, al culmine di una maxi inchiesta condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo provinciale dei carabinieri, mise in ginocchio il clan Strisciuglio, egemone a Bari e in diversi comuni della provincia. Nei confronti dei detenuti scadono come abbiamo già detto i termini di durata massima della custodia cautelare. Il processo, celebrato con rito abbreviato, si è concluso il 16 gennaio 2008 con la condanna di quasi tutti i 161 imputati da parte del giudice della udienza preliminare del tribunale di Bari, Rosa Anna De Palo. 

Proprio il giudice De Palo, che da qualche mese è presidente del Tribunale per i minorenni di Bari, in questi 15 mesi non è riuscita a depositare le motivazioni della sentenza, il cui dispositivo è composto da 62 pag ine. Come nella peggiore delle previsioni il mancato deposito delle motivazioni «fuori tempo massimo » rende di fatto impossibile la fissazione del processo di appello che avrebbe potuto bloccare la decorrenza del cosiddetto termine di fase di un anno e sei mesi previsto dalla legge tra i due gradi di giudizio, trascorso il quale la custodia in carcere diventa illegittima. Questi fatti hanno indotto la Direzione distrettuale antimafia ad allertare carabinieri e polizia. Tra coloro che saranno scarcerati, molti rispondono anche di associazione finalizzata al traffico di droga: Gianluca Cor allo, Luigi Schingaro, Vito Valentino, Raffaele Abbinante e Tommaso De Giglio, Na - tale Cucumazzo. Dovrebbero lasciare il carcere anche Francesco e Vincenzo Strisciuglio e Cataldo Bartoli. Per ora ritornano in libertà tutti gli imputati che hanno ricevuto pene detentive non superiori ai 10 anni di reclusione.




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12 aprile 2009

Auguri

 

Buona Pasqua di Resurrezione a tutti!




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10 aprile 2009

Lutto Nazionale










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7 aprile 2009

COMITATO

 
COMUNICATO STAMPA

Il Comitato “Emergenza terremotati “ formato dai giovani e dalle associazioni A.C.R, A.C.G., Agesci, Amnesty Intenational, Arci, Azione Giovani Barletta, Azione Studentesca Barletta, Circoli Nuova Italia Barletta, CGIL, Emergency, Giovani Democratici Bat, Giovani Sognatori, Libera, U.d.S, UGL Barletta, UGL Giovani Barletta, si è mobilitato in queste ore per organizzare una raccolta di vestiario, pannolini e latte in polvere per la popolazione abruzzese colpita dal tragico evento del terremoto.

La raccolta avrà luogo a Barletta in Via Paolo Ricci 18/c e sarà aperto a chiunque voglia parteciparre con un gesto di solidarietà.

Saremo aperti da martedì 7 a giovedì 9 Aprile dalle ore 9:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 21:00 e venerdì 10 Aprile dalle ore 9:00 alle 12:00.

L'iniziativa organizzata è completamente finalizzata alla solidarietà della cittadinanza ed è volta a tutti coloro che ne vorranno far parte.

COMITATO “EMERGENZA TERREMOTATI”
Via Paolo Ricci, 18c – 70051 BARLETTA




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6 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo: si organizzano squadre di soccorso

da www.movadi.it

Visto il tragico evento sismico avvenuto questa notte in provincia de l’Aquila, il nucleo di Protezione Civile del MO.D.A.V.I. Onlus si sta mobilitando per fornire un’immediata risposta, in termini di soccorso e aiuto, alle vittime di un dramma che non riguarda solo l’Abruzzo, bensì l’intera Comunità nazionale.

 

Proprio per questo, è nostra intenzione sensibilizzare e coinvolgere tutte le persone che si ritengano in grado, nonché abbiano la volontà di apportare un aiuto immediato ai soccorritori in loco e alle popolazioni calamitate.

La buona volontà è ben accetta, ma sono preferiti i volontari che abbiano già maturato una preparazione in materia di protezione civile e di primo soccorso.

Tempi

I volontari saranno suddivisi in modo tale da coprire turni di permanenza in loco di 72 ore, così da garantire una presenza continuativa sul posto.

Dunque è indispensabile che i gruppi di volontari non si rechino nei luoghi colpiti dal terremoto simultaneamente, ma rispettando lo schema di turnazione prestabilito.

 

Partenze da Roma

La prima squadra partirà il 7 aprile alle ore 06.00, con appuntamento alla fermata “Santa Maria del Soccorso” della Linea B della Metropolitana.

 

Partenza dal resto d’Italia

Per i volontari che provengono dal resto d’Italia, si consiglia di raggiungere i luoghi colpiti con il proprio automezzo, per evitare ulteriori disagi organizzativi a chi già si trova sul luogo per prestare soccorsi.

 

Prima della partenza, dunque, per una maggiore organizzazione ed un efficace coordinamento delle operazioni, sia i gruppi che i singoli volontari, indipendentemente dal loro punto di partenza, devono obbligatoriamente contattare i nostri responsabili, fornendo le seguenti informazioni:

 

·         numero volontari;

·         orario di arrivo previsto;

·         mezzi disponibili e turnazione (gruppi di 8-10 volontari per 72 ore);

·         competenze dei volontari (primo soccorso, psicologi, elettricisti, ecc.).

 

Ogni singolo volontario deve obbligatoriamente compilare, prima della partenza, la scheda tecnica allegata alla presente circolare, inviandola all’indirizzo mail emergenzaabruzzo@modavi.it, indicando in oggetto: “Scheda tecnica_volontario_nome_cognome”.

 

 I recapiti da contattare per qualsiasi informazione sono i seguenti:

·         Sede operativa nazionale:

MO.D.A.V.I. Onlus – Direzione nazionale

Tel. : 06/84242188 – Fax. : 06/84081658

E-mail: emergenzaabruzzo@modavi.it

·         Responsabile:

Giovanni Corbo – cell. 327/0499296

     I volontari devono essere dotati di:

·         Divisa di protezione civile o tuta da lavoro;

·         Scarpe antinfortunistiche o anfibi;

·         Sacco a pelo;

·         Cibo in scatola o precotto;

·         1/2 litri d’acqua;

·         1 torcia (con batterie);

·         Vestiti invernali comodi.

 

Gli oggetti che i volontari non devono assolutamente portare sono:

·         Scarpe da ginnastica;

·         Accappatoi;

·         Pantofole o infradito;

·         Biancheria in eccesso (sono sufficienti tre cambi).




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6 aprile 2009

Una tragedia!

 

In questi momenti si può solo pregare per le vittime e i loro parenti!

Il comunicato del Centro Nazionale Terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia:

 

La Rete Sismica Nazionale dell’INGV ha registrato un terremoto di Magnitudo 5.8 (Magnitudo Richter) (6.2 Mw=magnitudo momento) nella zona dell’Aquilano, il 6 Aprile 2009 alle 3:32 (ora italiana). Le coordinate epicentrali risultano: Lat. 42.33N e Long. 13.33E. La profondità dell’ipocentro è pari a 8.8 km. Il terremoto è caratterizzato da un meccanismo di tipo estensionale, con piani di faglia orientati NW-SE e direzione di estensione NE-SW (anti-appenninica).
La scossa è stata seguita da decine di repliche,  la più forte delle quali è avvenuta alle 4:37 italiane con magnitudo pari a 4.6. Tutte queste scosse sono avvenute a profondità crostali (entro i 10-12 km), tipiche dei terremoti dell’Appennino. Questa circostanza determina un forte risentimento dello scuotimento in area epicentrale. Tutte le stazioni della Rete Sismica Nazionale dell’INGV hanno rilevato chiaramente le onde sismiche generate dalla scossa principale.
Sul sito dell’INGV(alla voce Terremoti Recenti) vengono riportate tutte le informazioni sull’evento sismico e sul suo inquadramento nel contesto della sismicità precedente e della classificazione sismica del territorio.
La zona è stata oggetto di una sismicità frequente con caratteristiche di sciame sismico a partire dal mese di gennaio 2009, con centinaia di scosse tutte di modesta entità, fino all’evento di magnitudo 4.0 avvenuto il 30 marzo scorso.
Si sottolinea la circostanza secondo la quale, allo stato attuale delle conoscenze, non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti (previsione della localizzazione, dell’istante e della forza dell’evento). Ciò è vero anche in presenza di fenomeni quali sequenze o sciami sismici che nella maggior parte dei casi si verificano senza portare al verificarsi di un forte evento.  Una scossa quale quella che si è manifestata oggi viene normalmente seguita da numerose repliche, alcune delle quali probabilmente assai sensibili.La zona in oggetto è stata sede in passato di forti terremoti. In particolare, l’attività di questi giorni si colloca tra la terminazione meridionale della faglia che si è attivata nel terremoto del 1703 (Int. MCS del X grado MCS, pari a Magnitudo circa 6.7) e i limiti settentrionali della faglia associata nei cataloghi al terremoto del 1349 e di quella denominata “Ovindoli-Piani di Pezza”. Si ricorda che i comuni interessati ricadono tra la prima e la seconda categoria della classificazione sismica del territorio nazionale. Negli ultimi anni la zona non è stata interessata da forti terremoti. Subito dopo il manifestarsi dell’evento l’Istituto si è mobilitato inviando nell’area colpita le sue strutture di emergenza quali la rete mobile e altre squadre di rilevatori.

Nota sulla magnitudo: la magnitudo usata di routine per stimare la grandezza di un terremoto è la cosiddetta Magnitudo Richter o Magnitudo Locale (Ml), che viene calcolata sull’ampiezza massima della registrazione sismica di un sismografo standard (a corto periodo). Viceversa la Magnitudo Momento (Mw) viene elaborata attraverso un trattamento numerico dell’inte

La Rete Sismica Nazionale dell’INGV ha registrato un terremoto di Magnitudo 5.8 (Magnitudo Richter) (6.2 Mw=magnitudo momento) nella zona dell’Aquilano, il 6 Aprile 2009 alle 3:32 (ora italiana). Le coordinate epicentrali risultano: Lat. 42.33N e Long. 13.33E. La profondità dell’ipocentro è pari a 8.8 km. Il terremoto è caratterizzato da un meccanismo di tipo estensionale, con piani di faglia orientati NW-SE e direzione di estensione NE-SW (anti-appenninica).
La scossa è stata seguita da decine di repliche,  la più forte delle quali è avvenuta alle 4:37 italiane con magnitudo pari a 4.6. Tutte queste scosse sono avvenute a profondità crostali (entro i 10-12 km), tipiche dei terremoti dell’Appennino. Questa circostanza determina un forte risentimento dello scuotimento in area epicentrale. Tutte le stazioni della Rete Sismica Nazionale dell’INGV hanno rilevato chiaramente le onde sismiche generate dalla scossa principale.
Sul sito dell’INGV(alla voce Terremoti Recenti) vengono riportate tutte le informazioni sull’evento sismico e sul suo inquadramento nel contesto della sismicità precedente e della classificazione sismica del territorio.
La zona è stata oggetto di una sismicità frequente con caratteristiche di sciame sismico a partire dal mese di gennaio 2009, con centinaia di scosse tutte di modesta entità, fino all’evento di magnitudo 4.0 avvenuto il 30 marzo scorso.
Si sottolinea la circostanza secondo la quale, allo stato attuale delle conoscenze, non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti (previsione della localizzazione, dell’istante e della forza dell’evento). Ciò è vero anche in presenza di fenomeni quali sequenze o sciami sismici che nella maggior parte dei casi si verificano senza portare al verificarsi di un forte evento.  Una scossa quale quella che si è manifestata oggi viene normalmente seguita da numerose repliche, alcune delle quali probabilmente assai sensibili.La zona in oggetto è stata sede in passato di forti terremoti. In particolare, l’attività di questi giorni si colloca tra la terminazione meridionale della faglia che si è attivata nel terremoto del 1703 (Int. MCS del X grado MCS, pari a Magnitudo circa 6.7) e i limiti settentrionali della faglia associata nei cataloghi al terremoto del 1349 e di quella denominata “Ovindoli-Piani di Pezza”. Si ricorda che i comuni interessati ricadono tra la prima e la seconda categoria della classificazione sismica del territorio nazionale. Negli ultimi anni la zona non è stata interessata da forti terremoti. Subito dopo il manifestarsi dell’evento l’Istituto si è mobilitato inviando nell’area colpita le sue strutture di emergenza quali la rete mobile e altre squadre di rilevatori.

Nota sulla magnitudo: la magnitudo usata di routine per stimare la grandezza di un terremoto è la cosiddetta Magnitudo Richter o Magnitudo Locale (Ml), che viene calcolata sull’ampiezza massima della registrazione sismica di un sismografo standard (a corto periodo). Viceversa la Magnitudo Momento (Mw) viene elaborata attraverso un trattamento numerico dell’intero segnale sismico su tutte le frequenze evidenziate dalla registrazione. Per terremoti forti la Mw viene ritenuta una stima più accurata della severità dell’evento

ro segnale sismico su tutte le frequenze evidenziate dalla registrazione. Per terremoti forti la Mw viene ritenuta una stima più accurata della severità dell’evento




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3 aprile 2009

Il popolo della Libertà: la mia vita, il Partito degli italiani

 di Marcello Lanotte - Consigliere Comunale PDL


Quando ho iniziato ad interessarmi di politica avevo 16 anni e frequentavo il Liceo Classico <<A.Casardi>>.
Incominciò tutto un pò per gioco e un pò per non uniformarmi al pensiero dominante che in quel periodo spadroneggiava tra noi giovani.
I motivi a fondamento di questo inspiegabile impegno politico, di questa marcata tensione ideale, vanno ricercati nella mia innata propensione a difendere ed a condividere un'esperienza con chi veniva aggredito ed isolato, ghettizzato negli anni '90 sarebbe una parola troppo grossa, solo perchè non voleva piegarsi al pensiero razzista ed arrogante di coloro che dicevano di avere il cuore a sinistra, non disprezzando, anzì vantandosi, di mantenere il portafogli a destra. Vale a dire: cattocomunisti, buonisti, benpensanti e radical chic…
L'impegno diventava ogni giorno più gravoso, ma non assumeva mai i caratteri della costrizione perché mi assaliva una spensierata ed irrazionale passione per tutto ciò che si riconosceva nei valori di patria, famiglia, identità, rispetto, persona, legalità, trasparenza, meritocrazia, sussidiarietà, carità e comunità.
E poi non potevo tollerare tutti quelli che ti guardavano ebetiti e ti dicevano:<<fratè siamo tutti uguali>>, ai quali puntualmente rispondevo: <<uguale a chi a te?Ma sarai pazzo….?!?!?!>>
Fu così che decisi di rompere le scatole a tutti spiegando che c'era un'alternativa al pensiero massificato ed omologato dell'ipocrisia cattocomunista.
In questo lungo ed entusiasmante percorso umano-politico ho incontrato persone importanti come Beppe Morciano,
Marco Lamanna, Riccardo Memeo, Claudio Novembre, Michele Il Grande, Mauro Lonigro, il compianto Corrado Cardone, Peppone Pierro, Oronzo Cilli e tanti altri...
E fu con loro che decidemmo di candidarci alla guida delle nostre scuole. Ci riuscimmo al secondo tentativo. Conquistammo il Liceo Classico di Barletta,io ed il mio fraterno amico
Riccardo Memeo!!! Non ci credeva nessuno, ma noi realizzammo quell'ardua impresa imponendoci all'attenzione in tutta la Provincia di Bari...poi a ruota Liceo scientifico, con Marco Telera, Industriale e via via tutto il resto…
Poi nel '99 morì Pinuccio Tatarella, colui che con lucida pazzia aveva immaginato una destra moderna, europea, cattolica e moderata alla quale sarebbe stato delegato il ruolo di costruire un'alternativa all'avanzata bolscevica verso il governo della Nazione.
Pinuccio, chiamato anche Ministro dell'armonia, era una persona umile, sempre disponibile, semplice, ma con una cultura inimmaginabile se ci si fermava alle apparenze. Proprio quell'uomo dallo sguardo severo, ma pronto a regalare a tutti un sorriso o un’idea vulcanica-rivoluzionaria, aveva per primo teorizzato un contenitore, un laboratorio politico-culturale che andasse oltre il Polo, un partito nuovo, quel Partito degli italiani, che oggi identificheremmo senza difficoltà alcuna nel neonato PdL.
A lui dobbiamo un sincero tributo uguale a quello che doverosamente va rivolto a Silvio Berlusconi.
A Tatarella dobbiamo ispirarci perché a noi spetta la sfida del futuro della Nazione.
Dobbiamo contrapporre la nostra cultura futurista ed allo stesso tempo conservatrice di valori e principi al nichilismo della sinistra travestita in PD, all'omologazione del 6 politico dobbiamo rispondere con l'orgoglio della meritocrazia, alla cultura dell'accoglienza dobbiamo reagire con la presunzione di governare l'integrazione, all'omologazione dobbiamo rispondere con l'orgoglio delle diversità, alla finta libertà con le nostre libertà, al loro miope ambientalismo con la modernità, al loro conservatorismo del potere per il potere con la voglia di mettersi continuamente in gioco, al loro pietismo con la carità cristiana, al loro odio con l'amore per
la nostra Terra.
Quest
o è il nostro ruolo, questa è la missione e la memoria di chi con audacia, perseveranza e pazzia ha imposto all'Italia intera, nella propria città, nella propria scuola un’idea nuova, alternativa, innovativa come il concetto del Partito degli italiani ed oggi del Popolo della libertà.
La strada è ancora tortuosa e gravata da insidie nascoste, come la brama del potere che può assalire chiunque, il rilassamento rispetto ad un’opposizione assente, ma la sfida è eccitante.
Questa è la nostra missione, il nostro ruolo, la nostra rivoluzione, la nostra dimostrazione di amore all'Italia, alle nostre donne, ai nostri uomini, alle nostre famiglie.
W il Popolo delle Libertà,W l'Italia. Il domani appartiene a noi!!!!








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25 marzo 2009

Torneo ASI di calcio a 5 a Barletta

 




REGOLAMENTO


lunedì, 23 marzo 2009

  • ISCRIZIONE
    La quota d’iscrizione è di € 70 per squadra
  • PARTECIPANTI
    Il torneo prevede la partecipazione di n° 12 squadre con un massimo n° 10 tesserati per ciascuna.
    Ad ogni partita potranno giocare n° 5 tesserati più massimo n° 2 riserve.
    All’iscrizione e ad ogni partita, dovranno essere presentati i documenti d’identità di ogni tesserato per il riconoscimento dei partecipanti in modo da garantire un regolare e leale svolgimento del torneo.

  • TORNEO
    Le partite verranno disputate solo ed esclusivamente il sabato pomeriggio, salvo imprevisti, agli orari stabiliti dal calendario.
    Gli orari e i calendari saranno pubblicati sul blog www.torneoasi.tk oltre ad essere esposti presso il centro sportivo Villenueve.
    Le squadre saranno suddivise in n° 2 gironi dove si qualificheranno alla fase finale ad eliminazione le prime 4 squadre di ogni girone.
    Nel caso in cui la 4^ e la 5^ classificata dovessero avere una distacco inferiore o uguale a 4 punti, si disputeranno i play off tra le due e la vincente avrà diritto a partecipare alle fasi finali.

  • QUOTE E REGOLE DELLE PARTITE 
    La quota da pagare campo per ogni partita sarà di Euro 35 per ogni squadra (trattasi di circa € 5 euro a testa per i 5 titolari più i 2 panchinari) comprensivi della quota arbitro. Le squadre dovranno giocare con massimo 2 riserve ad ogni partita che, a gioco fermo, potranno entrare in sostituzione quante volte vorranno,sempre dopo averne dato cenno all'arbitro.

    La fase a gironi prevederà gara unica per ogni partita,quindi solo andata.Verranno disputate 5 giornate x ogni girone.
    Dopo queste e dopo gli eventuali play off x il quarto posto (anche questi solo andata) si procederà a quarti di finale e semifinale. 
    I quarti di finale e le semifinali si disputeranno in Andata e Ritorno.
    La finale per il primo posto e quella per il terzo posto poi saranno invece in gara unica.
     
    In tutti i casi di parità di punti in classifica tra due squadre dello stesso girone prevarrà sempre quella con la migliore differenza reti (se anche questa uguale si vedrà il risultato dello scontro diretto,altrimenti si procederà a spareggio in gara unica) 
    Anche nei quarti di finale e nella semifinale prevarrà la migliore differenza reti tra la gara di andata e ritorno,in caso di parità ci si procederà con i calci di rigore per decretare la vincente 
    Calci di rigore previsti anche in caso di pareggio nella finale per decretare la vincitrice del torneo.

  • PREMI
    Saranno premiate le prime 4 squadre classificate ed ogni singolo partecipante avrà diritto ad una medaglia A.S.I . di partecipazione. 
    Oltre ai trofei sono previsti premi per le prime 3 squadre classificate, tra i quall completi da calcio,borsoni da calcio e ricariche telefoniche

  • ORGANIZZAZIONE
    Per ulteriori informazioni contattare il responsabile A.S.I. Barletta, Mastropierro Angelo, cell. 3276132682

Questo blog sarà costantemente aggiornato con calendario, risultati e classifiche del torneo.
Inoltre per non limitare l'esperienza alle sole partite, vi sarà possibile commentare e scrivere per creare dibattiti e rendere tutto più colorito.

ADESSO MANCATE SOLO VOI!




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23 marzo 2009

PDL: ALEMANNO, NEL NUOVO PARTITO BASE IDEOLOGICA COMUNE

ALEMANNO: "Per il Pdl, rispetto al Pd, la situazione è diversa. Il Pd rappresenta il tentativo di fusione a freddo tra due culture politiche sostanzialmente diverse e stratificate come quella della sinistra e dei democristiani di sinistra. Per quanto riguarda noi, nel corso del tempo An e FI sono diventati due contenitori in larga parte sovrapponibili perché in An esistono, come in FI, i cattolici, i liberali, persone più di destra e altre più moderate". Questo uno dei passaggi dell'intervento di Gianni Alemanno nella trasmissione radiofonica Rai 'Radio anch'io'. "Basta leggere i libri di Tremonti degli ultimi tempi - ha aggiunto Alemanno - per vedere quanto lui stesso parli un linguaggio che noi conosciamo bene, che ci piace, il linguaggio della critica alla globalizzazione, un linguaggio che valorizza l'identità dei popoli.
Quindi non siamo di fronte a due filoni totalmente distaccati, ma dinanzi a due realtà con storie diverse, ma che ormai hanno una base ideologica molto comune".


Per dieci anni sono stato ininterrottamente e con orgoglio un militante di Alleanza Nazionale. Da oggi inizia una nuova sfida per l'Italia che affronterò con chi sempre è stato al mia fianco anche nelle sfide del passato. Oggi voglio ringraziare tutti coloro, anche nel male, che hanno condiviso con me il percorso di Alleanza Nazionale. Siete parte della mia vita. Ora lanciamo ancora la nostra sfida alle stelle...




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16 marzo 2009

Solidarietà a Daniele

 

MINACCE DI MORTE SUL SITO DI TERRA DI MEZZO CROTONE!

 “CAROLEO...QUANDO TI BECCHIAMO NON TI LASCIAMO VIVO” oppure “CAROLEO APPESO COME IL DUCE”. E ancora “TRANQUILLO CHE VERRA' ANCHE IL TUO MOMENTO” oppure “CAROLEO PEZZO DI MERDA”. Sono queste alcune delle minacce e delle ingiurie che alcuni anonimi hanno lasciato scritto sul sito ufficiale della Comunità Militante “TERRA DI MEZZO” di Crotone, all'indirizzo http://www.terradimezzocrotone.org, rivendicando tali dichiarazioni con la sigla “Brigate Autonome Krotonesi”.
Una serie di insulti e di avvertimenti nei confronti di Daniele Caroleo, Dirigente Nazionale di Azione Giovani e Responsabile dell'Associazione “Terra di Mezzo”, e di alcune delle sigle che compongono questa stessa associazione (Azione Giovani, Casapound, ecc...), inviati sul sito ufficiale della comunità militante crotonese intorno alle ore 20 di Domenica 15 Marzo.
“Siamo allibiti e sconcertati per quanto è successo. – dichiara Marzia Sorrentino, Presidente del Circolo di AG “Terra di Mezzo” - Quanto accaduto nel corso del corteo antimafia di pochi giorni fa, e quest'ultimo, gravissimo, episodio dovrebbero suonare come veri e propri campanelli d'allarme. Non è la prima volta che accade una cosa del genere, e così come in passato provvederemo ad informare le istituzioni preposte fornendo tutti i dati a nostra disposizione per cercare di risalire agli autori di tali scritte.”.
“Il nostro sito, infatti, - continua Angelo Putortì, Responsabile di CasaPound Crotone - è dotato di un panello di controllo che permette di risalire al numero IP di chiunque lascia un commento sullo stesso. Tale codice è fondamentale per poter identificare il computer e la linea telefonica da cui sono stati inviati i commenti. Auspichiamo, di conseguenza, che la giustizia faccia il suo corso e che vengano individuati al più presto gli autori di simili gesti, assurdi e vigliacchi.”.
“Non ci interessa fare del vittimismo, – conclude Daniele Caroleo – ma auspichiamo che il livello di attenzione verso tali situazioni cominci realmente a crescere. Ribadiamo, per l'ennesima volta, che l'odio e il pregiudizio ideologico non appartengono alla nostra comunità e al nostro modo di fare politica. Di conseguenza, leggere tali assurde minacce ed insulti sul nostro sito ci lascia perplessi e alquanto amareggiati. Auspichiamo, inoltre, che questo sia davvero l'ultimo, assurdo, atto di violenza e di intimidazione nei confronti della nostra Comunità Militante.”

Ufficio Stampa e Propaganda
Associazione Culturale
“TERRA DI MEZZO” – Crotone




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9 marzo 2009

Grazie a tutti

Sui giornali si scrive che la "facebook mania" abbia eclissato i blog, sempre meno visitati e seguiti. E' la pura verità, ed è per questo che mi inorgoglisce verificare che le visite di questo blog riescono ad essere costanti. Un grazie di cuore a tutti, 150 mila visite è un obiettivo straordinario!




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5 marzo 2009

Solo tre parole?

 

 



di Marcello De Angelis

Libertà. Curiosamente nella filosofia, come nella religione e nell’etica, la libertà individuale non è un valore. Nei classici la libertà è della polis e della res publica e i cittadini sono liberi perché sono cittadini di uno Stato libero. Il problema della libertà personale si pone solo in termini concretissimi: libero è il cittadino che non sia in condizione di schiavitù personale e politica, ma l’esserne privo è un problema che riguarda la dignità, non i rapporti sociali.

In termini religiosi la libertà è “accettazione” del volere di Dio o del Fato. Si è liberi dalle passioni, dai condizionamenti, dalle tentazioni o più semplicemente dall’invidia o la gelosia o dalle illusioni dell’esistenza. Questo vale in un certo modo per Platone come per Budda, per Spinoza come per Hegel. Paradossalmente, infine, quello che dà della libertà - anzi della “liberazione” - la declinazione più astratta e utopica è Karl Marx, che la descrive come un processo di affrancamento da ogni limitazione di carattere economico, politico e sociale e da ogni schiavitù del bisogno e del conflitto, per raggiungere una concreta autorealizzazione materiale e spirituale…

Ma in politica - e già dalle remote origini - la libertà è una cosa tangibile. La libertà è innanzitutto ciò che fa da contrappeso al potere ed impedisce che finisca per essere tirannia e sopraffazione.
E la libertà, come recita il titolo del bellissimo saggio di Quentin Skinner, esisteva prima del liberalismo. La concezione della libertà civile fonda le sue radici nella classicità romana e fu il cuore della riflessione politica di Machiavelli; a lui si ispirarono i “neoromani” inglesi del XVII secolo. La civitas è una persona morale composta da tutti i suoi cittadini; se la civitas è libera, i suoi cittadini sono liberi, altrimenti, se la città è dominata da altri che non i cittadini, la libertà personale, il poter fare ciò che si vuole, è solo apparente. Perché solo lo Stato può impedirti, con la legge, di violare il diritto e la libertà dei tuoi concittadini.
 
Non c’è libertà se non è libertà di tutti. Hobbes ebbe a sostenere che rimaniamo liberi quando agiamo - volontariamente e quindi liberamente - in obbedienza alla legge, in questo parafrasando - forse involontariamente - Sant’Agostino, quando affermava che la vera libertà è fare, volontariamente e liberamente, la volontà di Dio.
Libero non è chi può agire secondo il capriccio, ma chi ha la «capacità di stare in piedi con le proprie forze, senza dipendere dalla volontà altrui», come scriveva già Tito Livio.

È per questo che oggi è inconcepibile parlare di libertà politica se non c’è libertà economica, proprio perché nella nostra visione, improntata al realismo e al senso di responsabilità, la libertà non è un concetto astratto ma sostanziale. E qualche volta, come espone con semplicità e pragmatismo il Nobel per l’economia Amartya Sen, «la mancanza di libertà sostanziali è direttamente legata alla povertà materiale, che sottrae a molti la libertà di placare la fame, nutrirsi a sufficienza, procurarsi medicine per malattie, vestirsi decentemente, abitare in un alloggio decoroso, avere a disposizione acqua pulita o godere di assistenza sanitaria… l’illibertà è strettamente connessa alla mancanza di istituzioni capaci di mantenere la pace e l’ordine a livello locale». Non si è liberi se si vive nell’insicurezza, non si è liberi se si ha paura, non si è liberi se qualcuno può arrivare un giorno e toglierti la pensione, la dignità, la serenità o addirittura la vita. Libertà è qualità della vita.
 
Come sostiene ancora lo stesso Amartya Sen nel suo Lo sviluppo è libertà, «la crescita del Prodotto nazionale lordo o dei redditi individuali può essere un importantissimo mezzo per espandere le libertà di cui godono i membri della società; ma queste libertà dipendono anche da altri fattori» come un efficiente sistema scolastico o sanitario e la possibilità di partecipare realmente alle deliberazioni politiche e alla vita civile. La libertà di scambio è parte integrante delle libertà cui gli esseri umani attribuiscono valore, come asseriva Adam Smith, ma il meccanismo di mercato viene secondo rispetto alla libertà di scambio di parole, merci e doni. «Di fatto» conclude Sen, «rifiutare a un essere umano la libertà di partecipare al mercato del lavoro è uno dei modi per tenerlo asservito e in cattività».

La libertà vera, dunque, è la libertà di intraprendere e portare a termine, secondo le proprie capacità e necessità. Procurarsi una vita dignitosa e il sostentamento per sé e per la propria famiglia, poter avere e dare speranza e prospettive. Sognare e realizzare un futuro migliore. Andare per la propria strada senza dare o ricevere fastidi da nessuno. Avere a disposizione dalla società i servizi necessari, ma anche avere la libertà di non usufruirne. La libertà non è poter fare - nel disordine - ognuno quel che gli pare, ma poter scegliere tra il maggior numero di ordini e opzioni possibili. A mio avviso, per attenerci all’attualità, è anche la libertà di scegliere di smettere di vivere, ma prima ancora avere la libertà di nascere, senza che questo diritto sia subordinato alla volontà di altri, fossero pure il padre e la madre.

Nei tempi recenti, invece, le libertà private hanno ricevuto un’attenzione superiore alle libertà pubbliche, cosicché il dibattito politico e persino l’attività legislativa, non essendo in grado di affrontare e risolvere la domanda di libertà economica o sociale, si sono concentrati sulla liberalizzazione dei “comportamenti” o delle “tendenze“. In questa fase terminale - e speriamo “terminata” - dell’involuzione del dibattito politico, le “grandi conquiste dell’umanità” sono divenute l’aborto, la droga libera o il cambiamento di sesso, anziché la sicurezza sul lavoro, l’adeguatezza dell’assistenza sanitaria o la libertà di espressione, in questo caso tutelando forse la “libertà di informare” ma mai la “libertà di essere informato“.
Nazione. Su cosa sia una nazione si è fatto un gran parlare; per noi è semplicemente la Patria. Non si può far finta di aver dimenticato quanto ampio e prepotente sia stato, nei decenni trascorsi, il fronte culturale e politico che riteneva i valori della nazione e della Patria addirittura da bandire dal lessico. L’identità nazionale è stata, per anni, ritenuta costrittiva e quasi meschina di fronte all’universalismo cattolico e all’internazionalismo comunista.

È relativamente recente il risveglio dell’attenzione sui temi della nazione e della Patria, di poco conseguenti alla caduta del muro di Berlino, alla fine del comunismo sovietico e della logica di Yalta. Ma anche nel dibattito recente, i distinguo su quale “patriottismo” recuperare e in quali fasi o “parentesi” della storia fosse legittimo o illegittimo sentirsi una nazione, hanno impoverito e mortificato il senso di appartenenza dei nostri cittadini.
La forza della nazione, invece, sta nella sua continuità. La debolezza dell’identità nazionale italiana è stata causata dalla continua necessità di operare salti logici e storici che hanno fatto della nostra memoria una “storia di nazioni” anziché nazionale.

Sembra ad alcuni necessario che esista, ancor oggi, un’Italia fascista e una antifascista, una laica e una cattolica, una del Nord e una del Sud, una maschile e una femminile, una giovane e una anziana e ce n’è sempre una “nuova” contrapposta ad una “vecchia” che si vuole rimuovere e far scomparire dalla memoria. Tutto ciò impedisce che ve ne sia Una. E la nazione o è Una, o non è.
Il “nazionalismo” - come lo codificò Enrico Corradini in una formulazione tutta italiana all’inizio del secolo scorso - è quella dottrina per cui la nazione viene considerata come un campo di raccolta; chi avrà cento, chi dieci chi uno, ma bisogna sapere che a raccolta maggiore corrisponderà una parte maggiore, che si abbia cento o dieci o uno. Difficile trovare declinazione più semplice e comprensibile dell’interesse nazionale. Tant’è che Corradini leggeva la tutela di tale interesse con i termini propri al sindacalismo: un sindacalismo della nazione appunto, con gli stessi termini, gli stessi toni e la stessa mobilitazione, ma non funzionali ad una lotta di classe “interna”, bensì con tutti gli italiani uniti per rivendicare dal mondo un maggior benessere e a tutelare i diritti di ognuno e di tutti insieme.
 
Un messaggio semplice, che fece così breccia nelle coscienze degli italiani da condurre un sindacalista antimilitarista come Filippo Corridoni a trasferire la passione eroica che lo aveva visto in prima fila negli scioperi generali, nell’assalto delle trincee sul Carso. Un altro noto sindacalista rivoluzionario, Alceste De Ambris, così raccontò il suo sacrificio: «Il rivoluzionario dieci volte condannato per antimilitarismo è morto nella “Trincea delle Frasche” con la divisa grigio verde come sarebbe stato su una barricata, per la Causa che fu l’amore e lo spasimo di tutta la sua tormentata esistenza: il rinnovamento dell’Italia liberata nell’ora istessa da ogni oppressione o controllo straniero, come da ogni interna tirannia. La stessa febbre generosa, la stessa non mai saziata sete di giustizia e di sacrificio che lo aveva cacciato in prima linea negli scioperi e nelle rivolte di strada, nel carcere e nell’esilio, lo aveva condotto alla guerra e ne aveva fatto un eroe». L’amore per la nazione non concede egoismi di casta o di classe, di partito o di chiesa. A parte Dio, nulla è sopra la Patria. E la Patria è comunque un prodotto della provvidenza divina.

Ma una Patria, riecheggiando il titolo di un libro di Galli della Loggia, può morire. Una nazione può essere assassinata o, più semplicemente, come scriveva Gian Enrico Rusconi, si può “cessare di essere una nazione”. «Quando la politica produce inefficienza e corruzione, si intaccano i vincoli stessi che tengono insieme una nazione», si leggeva nel suo saggio del ’93. Cito Rusconi, tra i tanti che hanno trattato dell’argomento, perché in passato ho fatto riferimento al suo tentativo di rinverdire il “patriottismo della Costituzione” con scetticismo e forse addirittura un po’ di sufficienza. Le sue riflessioni sulla nazione, quindi, sono per me una conferma che viene da un parte altra e hanno il valore del buon senso e della lucida osservazione. È lui a dire che «una democrazia per funzionare ha bisogno di lealismo e solidarismo civico» e che «queste virtù civiche, nel cuore e nella testa della gente, non discendono semplicemente dal principio universale della cittadinanza, ma esigono l’identificazione con una comunità concreta d’appartenenza» e conclude che «tradizionalmente questa comunità, culturale e politica insieme, porta il nome di nazione». E io, personalmente, condivido ogni sua parola.

Nella “Repubblica dei partiti”, alla perdita di “sovranità esterna” per le logiche del bipolarismo, corrispondeva una perdita di “sovranità interna”, perché l’interesse comune veniva subordinato a interessi di parte. Prevaleva a livello popolare il senso forte di “appartenenze separate” che escludevano il sentimento di una cittadinanza comune. Oggi, nel fallimento conclamato della globalizzazione, appare evidente ormai a tutti che la democrazia può realizzarsi pienamente solo entro il contenitore della nazione. E anche nel contesto continentale la sovranità nazionale è una risorsa della quale i governi europei non intendono privarsi.

Popolo. Se la nazione è la comunità che travalica il tempo e lo spazio, unendo in un comune destino le generazioni passate alle generazioni future e tutta la loro storia, vissuta e ancora da vivere, il popolo è la comunità pulsante del presente. Se la nazione è l’anima, il popolo è il corpo che la contiene e la rende sempre viva in questo mondo. Un corpo che va preservato, curato, nutrito, vestito, ascoltato e di cui va preservata l’integrità e la dignità. L’amore per la nazione è un’astrazione intellettuale se non si accompagna ad un amore vero per il popolo. È come nutrire amore per l’umanità intera privando però dell’amore i propri figli.
 
Il popolo “è” la comunità nazionale, la famiglia naturale - o anche adottiva - di tutti i cittadini. La solidarietà reale si manifesta nel popolo e per il popolo, perché non è un idea astratta, ma è fatta di persone tangibili e reali. E reali sono le loro aspirazioni come le loro delusioni, la soddisfazione dei bisogni e le sofferenze. Il popolo siamo tutti noi, con pregi e difetti, senza distinzioni di ceto o di classe, di età, di sesso o di residenza. Un fratello è mio fratello che sia nato a Napoli o Milano e non smette di esserlo se si trasferisce a Vancouver. E mio fratello è anche quello accolto nella mia casa perché ha perso la sua e ha scelto di vivere secondo i valori della mia famiglia e condividendone gioie e disagi, sconfitte e conquiste, diritti e doveri.
Un popolo che vuole essere unito, così da essere forte. Un popolo libero e orgoglioso della propria identità nazionale. Un popolo solidale, in cui nessuno sarà mai più solo.




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3 marzo 2009

Francesco Ventola incontra l'ASI

 
 
Bat, Ventola a Trani ospite dell'Alleanza Sportiva Italiana
Il candidato presidente del PdL: "Tutte le scuole di competenza provinciale saranno dotate di una struttura sportiva"
In un affollatissimo incontro presso il Comitato Provinciale di Alleanza Sportiva Italiana, Francesco Ventola, candidato PDL alla presidenza provinciale ha incontrato la realtà guidata dal tranese Raimondo Lima.
L'incontro, che ha visto intervenire il sindaco di Trani Pinuccio Tarantini e il consigliere regionale Nino Marmo ha avuto come oggetto l'importanza sociale, educativa e formativa che lo sport rappresenta al quale la nascente provincia deve guardare con attenzione partendo dall'adeguamento degli impianti sportivi annessi alle strutture di competenza provinciale cioè le scuole medie e superiori. L'edilizia scolastica sarà dunque un punto cardine del programma del PDL
.
da www.bat24ore.it




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27 febbraio 2009

Comunicato stampa

 VENTOLA: “In materia di pubblica istruzione bisogna disporre almeno una struttura provinciale dedicata”. Dopo Spinazzola, domani sarà a San Ferdinando


Dopo la presentazione a Spinazzola della candidatura di Francesco VENTOLA, designato dal Centrodestra alla Presidenza della nuova Provincia pugliese, il secondo appuntamento in un’altra Città della BAT è previsto per domani a San Ferdinando, alle ore 18.30 presso l’Auditorium del Centro Polifunzionale di Piazza Umberto I.
“La politica vive questi momenti - ha commentato il candidato Presidente - che sono doverosi nei confronti delle singole Comunità cittadine e servono ad incontrare gli addetti ai lavori ed a presentarsi alla gente per capirne i bisogni, le idee, le aspettative.
Ma il modo con il quale cerco di interpretare la politica è fatto anche di concretezza nell’affrontare i problemi.
In questo senso - ha continuato Francesco VENTOLA - fra gli altri, la nuova Provincia ha un problema che attiene al comparto istruzione. In attesa della complessa costituzione degli uffici periferici delle diverse Amministrazioni statali, infatti, emergono diverse esigenze cui occorre far fronte. E’ il caso del personale e delle relative graduatorie per docenti ed ATA per fare un esempio che richiamano anche la definizione dei vari accordi in sede di contrattazione collettiva per l’a.s. 2009/2010”.
Come è noto, la legge istitutiva della sesta Provincia pugliese, n. 148/200, in particolare l’art. 4, disciplina l’istituzione degli uffici periferici delle Amministrazioni statali.
“Dopo aver posto la questione all’Assemblea dei Sindaci ed al Prefetto dott. Giuseppe CAPRIULO, Commissario Governativo, ho interessato direttamente il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica on. Giuseppe PIZZA che mi ha assicurato che provvederà a far disporre una struttura dedicata che possa far fronte a tali questioni”.
“Il positivo riscontro con gli interlocutori governativi per risolvere uno ad uno i problemi di primo insediamento – ha concluso il candidato Presidente VENTOLA - ci fa essere fiduciosi nel cammino che fra pochi mesi vedrà la nascita di questa nostra, nuova entità istituzionale”.




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24 febbraio 2009

Appuntamento a Trani con Francesco Ventola



FRANCESCO VENTOLA
Candidato PDL alla presidenza provinciale

incontra
Alleanza Sportiva Italiana

Intervengono:
Raimono Lima
Presidente Provinciale ASI Bat

Pinuccio Tarantini
Sindaco di Trani

Nino Marmo
Consigliere Regionale PDL

Francesco Ventola
Candidato PDL Presidenza provinciale

SABATO 28 FEBBRAIO
ORE 17
COMITATO PROVINCIALE ASI BAT
Corso Imbriani 162 - Trani





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24 febbraio 2009

LA RUSSA: "FRANCESCHINI GIA' PEGGIO DI VELTRONI. NIENTE CONFRONTO"

 Ignazio La RussaIntervista sul Giornale al reggente di An
"Avrei desiderato fargli una telefonata, ma nel suo primo intervento Dario Franceschini mi ha deluso profondamente".
Ministro La Russa, cosa non la convince del neo-segretario Pd?
"Speravo partisse col piede giusto, ma c'è stato un passo indietro. Ha fatto peggio i Veltroni".
Non promette nulla di buono?
"L'ex segretario all'inizio aveva tentato di dialogare, anche se poi hanno ricacciato pure lui nel solito schema di contrapposizione. Ma adesso Franceschini, che in attesa del Congresso - dove potrebbe ricandidarsi - svolge un ruolo temporaneo, quasi da reggente, si rifugia subito dietro il vecchio ritornello dell'antiberlusconismo. E su queste basi di partenza non c'è alcuna speranza di confrontarci con l'opposizione".
Insomma, tutto come prima.
"Speravo il contrario, ma è così... Si odiano come cani e gatti e i rapporti interni sono pessimi. Devono quindi indicare la strada dell'odio, sempre contro Berlusconi, per ricompattarsi". (...)
(Per leggere l'intervista integrale
clicca quì




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24 febbraio 2009

Futurismo: Alemanno, parte della storia italiana ed europea

 www.destrasociale.org

"In questo centenario del Futurismo credo ci sia una nobile gara tra Roma e Parigi. Ma soprattutto, penso che sia molto bello e molto importante che in un movimento europeo come il Futurismo ci sia tutto questo coinvolgimento popolare, che in qualche modo cerchiamo di riproporre nelle giornate organizzate qui a Roma". Così, il sindaco di Roma,
Gianni Alemanno, ha presentato questa mattina la mostra sul Futurismo, ospitata alle Scuderie del Quirinale dal 20 febbraio al 24 maggio. Un evento nato dalla collaborazione con il Centre Georges Pompidou di Parigi e la Tale Modern di Londra. "Io credo che sia molto importante misurarsi su questi eventi che sono la storia della cultura italiana ed europea - spiega il sindaco - Il Futurismo ha veramente rappresentato un segno profondo nell'arte dell'avanguardia. Soprattutto perché dopo queste esperienze culturali hanno superato qualsiasi senso di subalternità estetica rispetto alle forme classiche. Con il Futurismo la modernità assume consapevolezza senza richiami al passato''.
''Quello che dobbiamo trasmettere al pubblico più vasto e' proprio questo - aggiunge - il fatto che in molti aspetti estetici quotidiani della vita di ognuno di noi appartengono a questa avanguardia ed e' partita dal Futurismo. Lo dimostra il coinvolgimento che c'e' stato. Spero che molta gente partecipi agli eventi organizzati a Roma proprio perché la sfida e' quella di fare in modo che l'esperienze artistiche non rimangano appannaggio di elite ma divengano realmente un vissuto popolare. E Roma - conclude il sindaco - può investire molto in questi esempi".




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11 febbraio 2009

segnalo l' intervento di Pino Rizzi, consigliere comunale P.D.L. Barletta, pubblicato dalla Gazzetta del Mezzogiorno

 

 

"Bar.s.a. e 167 problemi irrisolti"

Dopo circa due mesi, il prossimo 18 febbraio, tornerà a riunirsi il consiglio comunale. Sarà una seduta monotematica sulle questioni del lavoro. Tuttavia, ci sono problematiche in attesa di approdare nell’assise cittadina (bilancio 2009, Barsa, 167). E ciò è oggetto di interventi, duri e polemici. È il caso di Pino Rizzi, consigliere comunale di Alleanza Nazionale e vicepresidente della commissione “urbanistica”.
   «A Palazzo di città tutto tace. La politica del centrosinistra e del sindaco Maffei sembra si sia fermata ai primi giorni di dicembre dello scorso anno quando, con strilli di trombe, conferenze stampa e manifesti, si è annunciato alla cittadinanza che le grosse questioni relative alla 167 e alla Barsa si erano risolte, la prima con l’asse gnazione provvisoria alle cooperative dei suoli e la seconda con la nomina del nuovo consiglio d’amministrazione».
   Rizzi ritiene sia opportuno e doveroso per i cittadini fare alcune precisazioni e porre alcune domande. «Per la 167 si era detto che a gennaio sarebbero partiti i lavori, ma ad oggi nell’area interessata dal piano di zona non si intravedono i cantieri, anzi fanno ancora la loro bella presenza i tralicci dell’alta tensione e il gasdotto». «Da notizie ufficiali - rivela il consigliere di An - apprendiamo che non tutte le cooperative assegnatarie, e cioè le prime 37, hanno versato interamente le somme richieste, infatti mancherebbero circa 2.500.000 di euro che corrispondono a sette-otto cooperative che non hanno versato per intero adducendo con semplici lettere motivazioni poco chiare».
«A questo punto - incalza Rizzi - viene spontaneo chiedersi se il sindaco Maffei, così come scritto nelle determinazioni di assegnazione provvisoria, procederà alla revoca delle stesse. Da non dimenticare inoltre che da circa 1 anno e mezzo l’Uf ficio urbanistica del nostro Comune ha predisposto una variante al piano di zona che permette lo scorrimento dell’attuale graduatoria consentendo ad altre cooperative di andare anch’esse in cantiere». E continua: «Mi chiedo come mai Maffei non consente al consiglio comunale di esaminare ed approvare tale provvedimento che permetterebbe la costruzione di altri 500 alloggi? Non sarà che il sindaco per ottenere tra qualche mese una facile approvazione del bilancio di previsione 2009 vuole barattare all’interno della sua maggioranza il provvedimento sulla variante? La città merita delle risposte».
   Sulla Barsa e la situazione occupazionale, il consigliere Rizzi ricorda che «il 4 dicembre scorso si è tenuto un consiglio monotematico richiesto dall’oppo - sizione di centrodestra per affrontare la problematica, servizi ed occupazione della società mista, alla luce della nomina del nuovo cda e del suo presidente, invitato ma non presentatosi in quella seduta, disertata anche dal sindaco e dalla sua giunta di centrosinistra».
   «Si disse allora - rammenta e conclude il consigliere comunale di An, Pino Rizzi - per bocca di un assessore di attendere qualche settimana per far ambientare il nuovo cda della Barsa e riproporre un nuovo consiglio comunale. Sono passate 10 settimane e nulla si è fatto, mi chiedo quanto tempo ancora bisogna attendere per avere delle risposte certe sul futuro della Barsa e dei suoi lavoratori? La città merita delle risposte».




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10 febbraio 2009

Sit in di Azione Giovani Barletta

Anche sulla Gazzetta del Mezzogiorno spazio alla nostra iniziativa di stasera: http://62.77.48.23/Daily/skins/GDM/navigator.asp?AW=1234280834687

Pubblico anche l'intervento del Professor Dicuonzo in merito al 10 febbraio:

Io, esule istriano e il ricordo


Giuseppe Dicuonzo
* Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia - Barletta


   Con il Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947 che segna una data simbolo per le popolazioni istriane, fiumane e dalmate, l’Italia, sconfitta in guerra, perdeva Pola, Fiume, Zara. 350.000 istriani, fiumani e dalmati lasciano la loro terra, la loro casa, i loro beni, i loro defunti per un futuro incerto: dovranno cominciare daccapo, carichi della loro dignità, ma spesso accolti nella terra, che è la loro, con diffidenza, sospetti, incomprensioni.
   Un popolo che lascia la sua terra che è piegata dalla violenza, che è vittima di una spietata pulizia etnica e ideologica, che è terrorizzata dal martirio dei parenti, amici scomparsi repentinamente e barbaramente trucidati nelle foibe: un olocausto costato decine di migliaia di vittime tra il 1943 ed il 1947.
   Il «Giorno del Ricordo» vuole essere un omaggio ed un giusto riconoscimento a persone che hanno sofferto colpite dalle atrocità dei partigiani comunisti di Tito. Il futuro di un passato scomodo non può esulare dall’appropriazione oggettiva di quei fatti, riemersi di recente nella loro crudezza durante la presentazione del libro che è un po’ la mia autobiografia, «Nato in rifugio-il polesano di Barletta», presentato il 21 novembre scorso nella sala rossa del Castello, a Barletta.
   Il marchio distintivo degli esuli era e continua ad essere la solitudine, condizione in cui sono vissuti negli ultimi 62 anni, costretti a difendersi dall’accusa di essere fascisti, di rifiutare il paese del socialismo – quasi - reale per continuare a restare italiani in una patria che li tollerava appena. Fra la Stella Rossa e l’Italia matrigna è stata preferita bene o male la seconda, anche se molti hanno scelto il Canada, l’Argentina, l’Au s t r a l i a .
   Ma quali le ragioni del silenzio? Quelle violenze e quel genocidio incrinavano l’illusione di un’Italia uscita vittoriosa dalla seconda guerra mondiale mentre era vero il contrario. Le foibe, l’esodo dalle province perdute, il Trattato di Pace del 1947 erano il segno traumatico della realtà: la sconfitta del Paese e dell’in - capacità dell’Italia del 1946-1948 di difendere una parte del suo territorio d’insediamento storico. Non solo, ma quella sconfitta svelava un equivoco su cui si reggeva e si regge ancora la retorica ufficiale della Repubblica: la natura immacolata della «Resistenza».
   Ma erano o non erano le formazioni partigiane di Tito alleate del nostro movimento di liberazione? Chi aveva consentito alle formazioni partigiane titine di andare oltre l’Isonzo? Chi aveva in fondo tradito i partigiani italiani del confine orientale, rendendo vana la loro lotta contro il nazifascismo? Voglio ricordare le parole usate da De Gasperi all’entrata in vigore del Trattato di Pace: «Scende in quest’ora la notte su una delle giornate più tristi della nostra storia».
   Il ricordo che si celebra il 10 febbraio di ogni anno voglia essere un omaggio ed un giusto riconoscimento a tante persone che hanno sofferto mettendo in luce la verità storica, perché tale verità risuoni come monito nel costruire la nostra storia.
   La Giornata del Ricordo oggi rappresenta un momento di riflessione che ha principalmente due funzioni:
   - dimostrare che finalmente la comunità nazionale è stretta intorno agli esuli e considera il loro sacrificio con tutta la sensibilità e l’attenzione dovute;
   - far «parlare gli esuli, i loro rappresentanti» per far conoscere sempre più e sempre meglio all’opinione pubblica cosa è veramente successo nel Novecento in quelle terre meravig l i o s e.
   L’umanità può trovare la pace solo nel rispetto della dignità della persona umana, nella valorizzazione della cultura e delle tradizioni di un popolo, nell’osservanza del diritto di ogni uomo per una libera ricerca delle verità, per la propria sussistenza, per la propria libera e civile espressione di pensiero.
   Concludo questo mio intervento con l’au - spicio che possa esserci, in questo giorno solenne, un omaggio alla verità, anche se so bene, ahimè, di sfidare l’impopolarità e l’iso - lamento. La Storia, mi auguro, consoliderà questo auspicio.




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10 febbraio 2009

"A Dio"

 Eluana Englaro (Ap)Una preghiera e poche parole. Un ricordo silenzioso, così come in silenzio ci ha lasciati!

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 5,21-43.
Essendo passato di nuovo Gesù all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla, ed egli stava lungo il mare.
Si recò da lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi
e lo pregava con insistenza: «La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva».
Gesù andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia
e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando,
udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti:
«Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita».
E subito le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male.
Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi mi ha toccato il mantello?».
I discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?».
Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo.
E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità.
Gesù rispose: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Và in pace e sii guarita dal tuo male».
Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?».
Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, continua solo ad aver fede!».
E non permise a nessuno di seguirlo fuorchè a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava.
Entrato, disse loro: «Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme».
Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove era la bambina.
Presa la mano della bambina, le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico, alzati!».
Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; aveva dodici anni. Essi furono presi da grande stupore.
Gesù raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e ordinò di darle da mangiare.




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9 febbraio 2009

AG Barletta ricorda i martiri delle foibe e della tragedia dalmato-istriana

  

Dopo decenni di vergognoso silenzio è giunta nel 2004 una Legge che riconosce il 10 febbraio come “Giorno del Ricordo” al fine di “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli istriani, dei fiumani e dei dalmati.”.
Nonostante questo però, ancora troppo poco si sa di questa vergognosa ed insanguinata pagina di storia. Poca informazione da parte dei media! Poca attenzione dedicata dai programmi scolastici!
Anche il Comune di Barletta continua a preferire il silenzio. Anche quest’anno non è prevista nessuna commemorazione ufficiale e francamente non se ne comprendono le ragioni!
Barletta inoltre è una Città che ancora non ha dedicato una via ai martiri delle foibe e della tragedia dalmato-istriana. E non abbiamo ancora un luogo, una via, un monumento, dove è possibile rendere onore e memoria ai 350mila fratelli barbaramente trucidati dalle truppe comuniste-jugoslave di Tito per la sola colpa di essere italiani!
Ecco perché Azione Giovani Barletta chiede oggi pubblicamente al Sindaco Maffei un incontro per chiedere chiarimenti e provvedimenti. Ecco perché ricorderemo omaggio, silenziosamente, alle ore 20 sotto il Palazzo di Città, a tutte le vittime purtroppo ancora non degnamente ricordate.
Azione Giovani inoltre invita tutti coloro che sono interessati presso la sede di via D’Abundo 12 per la visione di un film-documentario sulla tragedia delle foibe carsiche!
Vi invitiamo a partecipare.Vi aspettiamo






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6 febbraio 2009

MOBILITAZIONE DI IDENTITARIO.ORG PER L'ESIBIZIONE, SU FACEBOOK, DEL FIOCCO TRICOLORE, IN RICORDO DEI MARTIRI DELLE FOIBE!

I promotori del progetto Identitario.org (www.identitario.org), e le Comunità Militanti aggregate, lanciano l'iniziativa “un fiocco per il ricordo”.
Tale iniziativa è rivolta agli utenti Facebook per ricordare e commemorare tutti i fratelli italiani barbaramente trucidati dal regime comunista jugoslavo di Tito al termine della Seconda Guerra Mondiale.
“Dopo decenni di vergognoso silenzio, - dichiarano i responsabili della Giovane Destra Identitaria - è giunta nel 2004 una Legge che riconosce il 10 febbraio come “Giorno del Ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli istriani, dei fiumani e dei dalmati.”.
“Nonostante tutto questo, però, - continuano i promotori di Identitario.org - ancora troppo poco si sa di questa vergognosa ed insanguinata pagina di storia. Poca informazione da parte dei media! Poca attenzione dedicata dai programmi scolastici! Per tutta questa serie di motivi abbiamo quindi deciso di lanciare alcune iniziative su scala nazionale, tra cui una prettamente su internet. Le Comunità Militanti aderenti al nostro progetto, infatti, oltre a mobilitarsi sul proprio territorio con numerose manifestazioni e convegni, hanno deciso di invitare gli utenti Facebook ad esibire, fino al 10 febbraio, il famoso “fiocco tricolore”, simbolo di questa giornata. Quanti più fiocchi compariranno per ricordare, tanto più saranno le persone che vorranno informarsi sulla tragedia che migliaia di italiani hanno vissuto in quei giorni a causa del maresciallo Tito!”.

Ufficio Stampa e Propaganda
Identitario.org




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16 gennaio 2009

Di Pietro sotto torchio per quattro ore e il figlio Cristiano indagato a Napoli

da www.ilgiornale.it

di Gian Marco Chiocci


Napoli - Quattro ore d’interrogatorio. E non passa la paura. Quando Di Pietro esce dagli uffici della procura di Napoli, regala ai cronisti inzuppati di pioggia sorrisi e battute. Sembra sereno, soddisfatto. Ma così non è. E non solo perché svicola di fronte alle domande più impertinenti dei giornalisti («le hanno chiesto della fuga di notizie? Come faceva a sapere delle indagini? È imbarazzato per quel che sta accadendo? In che posizione è suo figlio? I suoi rapporti con il provveditore Mautone?») bensì perché ha appena saputo che il rampollo di famiglia, intercettato mentre chiede favori al provveditore di Campania e Molise, è ufficialmente iscritto nel registro degli indagati. Lo sa, ma dice di non saperlo: «Non ho la minima idea». E poi con la stampa gioca subito d’anticipo, come se fosse lui a chiedere agli ex colleghi di indagare su Cristiano: «Ma a prescindere, dico che bisogna indagare. Si faccia un’indagine a tutela. C’è il riserbo istruttorio, non posso dire niente. E comunque ho chiesto alla procura di indagare, e la procura doverosamente dovrà indagare, senza alcun riguardo per nessuno. Non vogliamo che ci sia alcuna riserva nei confronti di parenti, figli compresi, ed esponenti di partito». E poco dopo: «Nei confronti di mio figlio non c’è niente di più di quanto riguarda tutti gli altri. Da ex magistrato e da persona che conosce come vanno i fatti, so che ogni notizia di reato per definizione deve avere un accertamento. Loro lo faranno, ma io ho chiesto che si faccia, perché abbiamo interesse che ci sia un’indagine anche sulle telefonate per differenziare i comportamenti corretti da quelli scorretti».

Microfoni, flash e telecamere lo costringono a parlare sempre più a ridosso del muro. Sorride sempre meno, Tonino. La prende alla larga, parte coi ringraziamenti alla categoria: «Nel rispetto del segreto istruttorio posso dire che i magistrati ci mettono tutta la buona volontà e con una realtà fattuale che è conseguenza di Mani pulite. Ai nostri tempi era più facile scoprire reati che erano più eclatanti, oggi si usano mezzi leciti per fini illeciti. Ai pm di Napoli va il massimo sostegno e la massima serenità nel loro lavoro, perché quando ho visto quegli uffici pieni di faldoni per terra e le stanze strapiene dove non si può nemmeno passare, io penso che in un Paese normale bisognerebbe citare a giudizio il ministero della Giustizia con riferimento a sicurezza e serenità del lavoro». Sì, certo. Ma i suoi rapporti con Mautone? La storia del trasferimento, l’episodio dell’estate del 2007. Di Pietro sorride ancora, si fa scuro per qualche secondo solo quando sente riecheggiare la parola «talpa», dopodiché torna sereno fissando la telecamera più vicina: «Voi insistete a parlare di Mautone ma non è solo di Mautone che bisogna parlare. Carte e documenti alla mano, ho messo in condizione la procura di ricostruire i fatti, perché io, responsabilmente e doverosamente, nell’estate del 2007 ho trasferito non solo Mautone, ma decine di decine in altre sedi o provveditorati perché evidentemente si erano verificati fatti e circostanze per cui al ministero, non solo io, c’era interesse a effettuare tutto ciò. Chiedete a loro. I fatti che riguardano i trasferimenti e che ho documentato hanno trovato formidabile riscontro nella lettura incrociata dei documenti con le intercettazioni. Chi come me ha messo in piedi attività per contrastare la corruzione, se c’è una telefonata poco chiara che riguarda un familiare ancora di più chiede che si indaghi. E ho avuto riscontro di una magistratura serena». 

L’incalzare delle domande porta Tonino a cambiare registro. Sorride meno quando volge lo sguardo e l’eloquio «a chi fa giornalismo per fare altra attività». Immaginando che «non siano presenti certi giornalisti (chissà a chi si riferisce, ndr)» ricorda che «l’indagine di Napoli non riguarda l’indagine su mio figlio ma ben altre e grossissime vicende. Vi prego di non trasformare stuzzicadenti in trave e la trave in pagliuzza». Sì, va bene. Ma l’Idv, da questa storia, avrà danni d'immagine? Di Pietro si volta di scatto, un ghigno benevolo anticipa la risposta: «I danni della politica derivano dal fatto che si criminalizza prima di accertare i fatti. In questo caso non me la prendo con l’informazione che racconta correttamente i fatti e con i magistrati che indagano». Il tempo di finire la frase e parte la domanda successiva. Scusi, Di Pietro, ma lei ha chiesto a suo figlio di interrompere i contatti con Mautone? Sbuffa, Tonino. «Guardi, i fatti che hanno portato... sono stati tutti riferiti all’autorità giudiziaria». Non trova tempo per dire altro, se non che «invece di criminalizzare i magistrati lasciamo che facciano un’indagine ad ampio raggio». Arduo capire a chi si riferisce. «Adesso basta, grazie arrivederci». Slalom tra i cronisti alla ricerca dell’Alfa Romeo che lo riporterà a Roma. La macchina è nel parcheggio ma non si trova. Dentro c’è Silvana Mura, la tesoriera del partito. Sembra avere l’espressione preoccupata. Lui continua a sorridere.




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15 gennaio 2009

In onore a Jan Palach. Comunicato stampa di Identitario.org

 Il 16 Gennaio ricorre l’anniversario della morte di Jan Palach, giovane cecoslovacco che, nel 1969, si diede fuoco a Praga, nella centralissima Piazza Venceslao, sacrificando la sua giovane vita contro la brutalità perpetrata dalle truppe sovietiche, e del patto di Varsavia, che nell’agosto del 1968 avevano messo fine alla breve Primavera di Praga. In occasione di questa ricorrenza, la Giovane Destra Identitaria, facente capo al progetto http://www.identitario.org, ha realizzato una locandina commemorativa che verrà affissa nelle vie principali di moltissime città d’Italia.
“Abbiamo inteso ricordare, con questo piccolo gesto, - dichiarano i promotori del progetto Identitario.org – un personaggio simbolo dell’Europa che noi tutti desideriamo. Un martire, un combattente per la libertà che con il suo estremo atto, quarant’anni or sono, cercò di evidenziare il desiderio di difendere la libertà del suo popolo, rifiutando qualsiasi tipo di menzogna o compromesso. Un gesto eroico, da parte del giovane Palach, che nel tardo pomeriggio del 16 Gennaio del 1969, giunto in Piazza Venceslao, nel centro di Praga, si cosparse il corpo di benzina e si diede fuoco con un accendino. Nei tre giorni di agonia che seguirono, rimase comunque lucido e consenziente, invitando gli altri giovani a non imitare il suo gesto estremo e confidando di aver preso come modello i buddisti del Vietnam. Al funerale del giovane eroe, diventato un simbolo della lotta anti-sovietica, parteciparono oltre seicentomila persone, provenienti da tutta la Cecoslovacchia.”.
La locandina, realizzata dal gruppo di Identitario.org, ritrae un immagine di Jan Palach e alcune foto della lotta in Cecoslovacchia del 1969. Nella stessa locandina sono state riportate, inoltre, due frasi riprese da due celebri canzoni, dedicate a questo grande personaggio e a quei giorni di guerra: “Primavera di Praga” di Francesco Guccini e “Jan Palach” della Compagnia dell’Anello. La stessa locandina, completamente personalizzabile, è a disposizione di tutte le comunità militanti del territorio che vorranno utilizzarla, ed è richiedibile all’indirizzo mail identitario@hotmail.it oppure sul gruppo di Identitario.org presente sul portale Facebook.

Ufficio Stampa e Propaganda
Identitario.org




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14 gennaio 2009

Ottima iniziativa della Comunità Solidarista Popoli




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7 gennaio 2009

Io non scordo!

 

FRANCESCO, FRANCO e STEFANO PRESENTI!!!

Per non dimenticare la strage di Acca Larentia.


"è una piazza piena di sogni, un'armata di cari amici, mille anime di caduti, ma nel ricordo non li hanno uccisi, sono i giovani di Acca Larentia..."




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7 gennaio 2009

Comunicato stampa Identitario.org

 

OGGETTO: Comunicato Stampa

MOBILITAZIONE NAZIONALE DELLA GIOVANE DESTRA IDENTITARIA CONTRO IL GENOCIDIO IN PALESTINA!

Sensibilizzare la gente a tutti i costi sul genocidio ai danni del popolo palestinese è l’obbiettivo della Giovane Destra Identitaria, facente riferimento alla comunità telematica di Identitario.org (www.identitario.org) o più semplicemente all’area della destra sociale e nazionalpopolare, che intende lanciare, da qui ai prossimi mesi, iniziative a livello nazionale.

«La vocazione euromediterranea dell'Italia ci impone un'assoluta imparzialità, - dichiarano i referenti della Giovane Destra Identitaria - ma che, proprio in virtù a tale imparzialità, i fatti, le cause, le ragioni e i torti attuali ci obbligano a non essere equidistanti ne’ tantomeno indifferenti. ».

«Si tratta di avviare una mobilitazione a scala nazionale – aggiungono i promotori del progetto Identitario.org - che investa con ogni mezzo, dai gazebo ai volantinaggi, dalle “megafonate” alle azioni in stile futurista, dalle manifestazioni pubbliche alle semplici conferenze, tutti gli ambiti possibili per far conoscere agli Italiani ciò che sta avvenendo nel difficile contesto mediorientale a danno del popolo palestinese e auspicando, nel contempo, l’immediato cessate il fuoco, visto che, come al solito, chi paga maggiormente, in questi contesti, sono i civili, coinvolti loro malgrado dai bombardamenti a tappeto e dalle ritorsioni indiscriminate!”».

Per questa campagna è stata preparata una locandina, richiedibile presso il sito ufficiale del gruppo, o più facilmente tramite il contatto su Facebook o l’indirizzo email (identitario@hotmail.it) di Identitario.org, con la possibilità di personalizzarla dalle singole realtà che aderiranno alla mobilitazione; inoltre saranno presentate nelle Istituzioni, soprattutto dove vi è la presenza come amministratori dei militanti del circuito di Identitario.org, delle mozioni a tema.

Ufficio Stampa e Propaganda Identitario.org




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sfoglia     maggio       

 

Francesco Ventola Presidente - L'uomo della provincia

   FRANCESCO VENTOLA PRESIDENTE DELLA PROVINCIA BARLETTA - ANDRIA - TRANI

  


Profilo Facebook di Luigi Curci 

MI PRESENTO::
Sono Luigi,ho 27 anni,sono barlettano,
laureando in giurisprudenza presso l'Università degli studi di
Bari.Dopo aver fatto politica
a livello studentesco,ho
aderito ad AZIONE GIOVANI nel settembre 2000
divenendone immediatamente un attivo militante;dopo
 poco mi sono iscritto ad ALLEANZA NAZIONALE.Nel
maggio 2002 mi sono candidato alle elezioni per il
rinnovo del Consiglio di Circoscrizione (Circ.
Borgovilla-Patalini) venendo eletto con 163 preferenze
(primo della lista) e ricevendo dalla Segreteria di Partito
la nomina di capogruppo(mandato decaduto nel maggio 2006).
Dal novembre 2005 sono dirigente provinciale di Azione
Giovani con incarico al Dipartimento Cultura.Dal gennaio
2006 Presidente cittadino di AREA.
Dal dicembre 2006 Vicepresidente del Circolo Territoriale
di AN Barletta "X medaglie d'oro".
Dal settembre 2007 Commissario del Circolo Territoriale
di AG Barletta "Corrado Cardone".


   
   
Posta elettronica e contatto MSN:
luigicurci@fastwebnet.it


PROSSIMI APPUNTAMENTI:



 








 






Campagna anti troll


  





5 per mille

http://www.fondazionenuovaitalia.org/lafondazione/5x1000.php



 Una veduta di Via dei Fori Imperiali invasa dai manifestanti - Foto di Enrico Para



Azione Giovani per Barletta:filmato di denuncia sul degrado della nostra città
                


     

 

 

 

                foto:
(manifestazione a Roma del 2 dicembre 2006)

 

     




con Alemanno dopo l'inaugurazione della campagna elettorale a Barletta per le Politiche 2008



con Mantovano dopo un convegno a Barletta 








   
     

SU BOLOGNA VOGLIAMO
LA VERITA'.CIAVARDINI INNOCENTE!
http://altaforte33.altervista.org/


 


Fare Verde


                  

       
           FONDAZIONE NUOVA ITALIA


tit1


 



 (momenti di politica e militanza della Destra Sociale Barlettana)

 

            

 

 





(manifestazione a Roma del 13 ottobre 2007):





(manifestazione a Bari del 19 gennaio 2008)





 



 




 



                                                             
    
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