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8 gennaio 2009

Ecco come Tonino eludeva le intercettazioni utilizzando i cellulari criptati dei suoi indagati

di Gian Marco Chiocci

da www.ilgiornale.it 

Non c’è figlio che tenga, per Antonio Di Pietro. Con Cristiano finito sui giornali per le chiacchiere e i favori chiesti al telefono all’ex provveditore Mario Mautone, il leader Idv ha tenuto botta. Lui, da sempre strenuo difensore delle intercettazioni come strumento di indagine, non ha cambiato linea nemmeno quando nel tritacarne mediatico ci è finito l’erede. Certo, è anche vero che un uccellino avvertì Cristiano di smettere di parlare con Mautone, tanto che il figlio, stando all’informativa della Dia, a metà di una telefonata troncò la conversazione, e per mesi e mesi cessò ogni contatto con il funzionario. Quello, Mautone, resta sotto ascolto, l’altro, Cristiano, non più.

Detto questo, va dato atto a Di Pietro di non aver semplicemente tenuto la rotta sul tema del «grande fratello» giudiziario, ma di aver addirittura alzato il tiro sull’argomento, criticando il ddl proposto dal governo (bollato come «piduista») e annunciando di essere pronto a lanciare un referendum per abrogare l’eventuale legge per limitare l’uso delle intercettazioni. Che sono «uno strumento utile e necessario», spiega Tonino, augurando persino «buon lavoro» ai magistrati che indagano su quelle telefonate tra Cristiano e Mautone: «Quando non si ha nulla da temere - la sua sintesi - non si ha paura delle indagini».

Eppure Tonino, a dar retta agli investigatori della Dia, qualcosa da temere ce l’aveva, visto che c’è il sospetto fondato che l’ex pm sapesse in tempo reale che il figlio era intercettato. Così come qualcosa da temere forse il leader Idv l’aveva quando ancora indossava la toga e indagava sul banchiere Pierfrancesco Pacini Battaglia. Quello «sb(i)ancato». Il faccendiere aveva nel 1993 acquistato schede telefoniche svizzere per evitare le intercettazioni. Alcune di queste, appurò il Gico della guardia di finanza, Pacini Battaglia le aveva anche regalate ad amici e conoscenti. E secondo il giudice Ferdinando Imposimato, uno dei destinatari era proprio l’ex pubblico ministero. «L’utenza gsm n. 0041/892009854 è stata certamente usata da Di Pietro», ricorda Imposimato nel suo libro Corruzione ad alta velocità: «Queste schede avevano all’epoca una particolarità, rendevano praticamente inintercettabili i telefoni che le usavano», continua Imposimato, e ovviamente chi usava quei telefoni di fatto non aveva nulla da temere. «Queste schede erano tutte intestate a Henri Lang, autista di Pacini Battaglia. Questo è agli atti della magistratura bresciana. E il fatto che il gip De Martino non l’abbia considerato reato non vuol dire che non sia vero».

Di Pietro, all’uscita del libro di Imposimato, tanto per non smentirsi, annunciò querela. «La sto ancora aspettando. Né io né la mia casa editrice Koiné abbiamo mai ricevuto querele, citazioni o richieste di rettifica da Di Pietro o da suoi rappresentanti», rivela Imposimato al Giornale.

Tornando alle schede svizzere di Pacini Battaglia - che anticipavano un sistema poi perfezionato dal dg juventino Luciano Moggi, come emerse nell’inchiesta della procura di Napoli su Calciopoli - è vero che a Brescia il gip non diede seguito alle contestazioni dei pm, che ritenevano invece come l’uso e il possesso di quella scheda telefonica dimostrassero il legame e i rapporti diretti tra Di Pietro e il banchiere italo-svizzero che Tonino indagava. Ma è vero anche che l’utilizzo di altre sim svizzere di Pacini Battaglia è stato giudicato penalmente rilevante da altri magistrati. Quando il gip di Milano Alessandro Rossato chiese al Parlamento l’arresto di Cesare Previti, tra le motivazioni della pericolosità dell’ex deputato mise nero su bianco che «l’onorevole Cesare Previti ha utilizzato una o due schede telefoniche gsm svizzere, fornitegli da Pacini Battaglia (int. 30/7/1997) “per sentirsi più tranquillo sulle telefonate che faceva”». Stesse schede, valutazioni difformi.Infine. Se è vero, come Di Pietro afferma il 24 dicembre scorso, che «le intercettazioni stanno all’attività giudiziaria come il bisturi alla sala operatoria», l’ex pm dovrebbe ricordarsi che anche lui ha avuto paura - per restare alla stessa metafora - di finire sotto i ferri. Tanto che quando era sotto indagine a Brescia, Di Pietro mette a verbale una richiesta che alla luce delle sue attuali convinzioni è un po’ stonata. Lo fa in un interrogatorio del 7 luglio 1995. Per «evitare ulteriori invasioni ingiustificate nella mia sfera privata - detta alle toghe bresciane - e nel mio diritto costituzionale alla riservatezza, faccio fin d’ora istanza affinché codesto Ufficio si limiti ad acquisire, o comunque a mantenere in atti, solo quella parte dei tabulati telefonici direttamente riferibili alle illecite intercettazioni telefoniche segnalate dall’on. Craxi: per questo segmento di inchiesta, infatti, dovrei essere “parte lesa” e finirei per essere messo ancor più pubblicamente alla gogna da parte di quei mass media desiderosi di pettegolezzi».




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15 ottobre 2008

Comunicato stampa della Giovane Destra Identitaria

 

OGGETTO:Comunicato Stampa

LA GIOVANE DESTRA IDENTITARIA CONTRO LE DICHIARAZIONI DI DACIA VALENT!

Nei giorni scorsi l’ex Europarlamentare del Partito Comunista Italiano, Dacia Valent, ha pubblicato sul proprio blog alcune dichiarazioni piuttosto offensive nei confronti dell’Italia e dei suoi abitanti. In merito a tali dichiarazioni, alcuni Dirigenti e Militanti di Azione Giovani, tutti aderenti e promotori del progetto Identitario.org (www.identitario.org), hanno inteso rilasciare alcune dichiarazioni univoche.

“Mentre le istituzioni e i mass media da tre giorni dedicano tutte le loro
energie per parlare, denunciare ed informare sulla “trasferta fascista” in
Bulgaria, - incalzano i giovani di Alleanza Nazionale - nessun uomo di istituzioni o dell’informazione si è interessato delle offensive dichiarazioni, contro l’Italia e contro gli italiani, dell’ex europarlamentare del Partito Comunista Italiano Dacia Valent. Insensibili bianchi, ignoranti, carnefici di neri, musulmani ed ebrei, gente
che meriterebbe la morte in culla dei propri figli perché non meritano un
futuro. Questa in sintesi la descrizione degli italiani nella lettera
pubblicata sul sito web dell’ex parlamentare, che denuncia il paese che l’ha
ospitata, resa ricca e addirittura eletta. Una lettera piena di livore, insulto
ed odio. Ebbene sì, odio razziale ed odio religioso, da censurare, da
querelare, perché la discriminazione non ha corsie preferenziali e le offese
non hanno dei destinatari standard. Frasi come “Siete il peggio che la razza bianca abbia mai prodotto. Brutti come la fame, privi di capacità e di ingegno se non nel business della malavita organizzata e nella volontà delle vostre donne (studentesse, casalinghe, madri di famiglie) di prostituirsi e di prostituire le proprie figlie”, meritano una condanna, non solo morale. Queste parole vanno definite per quello che sono: RAZZISTE allo stato puro!”.

“Offendere la memoria di eroi come Perlasca è deprecabile. – continuano i militanti di Azione Giovani - Definire la “classe media”, che ogni giorno collabora all’integrazione degli extracomunitari nelle proprie città, come “penosa, noiosa, mediocre, incivile e selvaggia” è un vergognoso atteggiamento di irriconoscenza nonché sovversivo.Sarebbe fin troppo facile e patetico replicare alla signora Dacia con la stessa moneta. La sua lettera si commenta da sola e la (s)qualifica
abbondantemente.”.
“Ciò che disarma è l’incapacità di denunciare problemi con lucidità e rispetto – concludono gli esponenti di AG nonchè promotori del progetto Identitario.org - ma affidandosi a banali e stupide generalizzazioni su un popolo che non è solo
mafia e corruzione, anzi, che queste piaghe le subisce e le combatte come in
tante altre parti del mondo. Un modo barbarico insomma di concepire il
confronto, tutto poco democratico e civile.La signora Dacia dovrebbe ricordarsi innanzi tutto che è la libertà di questo Paese che le ha permesso di insultare un intero Popolo. Il nostro orgoglio di essere italiani non viene meno certamente dopo le deliranti parole di un’esaltata. Ma quando è troppo è troppo ed occorrerà prendere i dovuti provvedimenti e prese di posizione distanti da chi vuol avvelenare il nostro Paese con vergognose illazioni e gettando del fango che gli italiani non meritano! Non possiamo tollerare che certe ingiurie e certe affermazioni passino inosservate o cadano nel dimenticatoio e, a nome dell’intero popolo italiano, pretendiamo una presa di posizione forte da parte delle istituzioni e dell’intero mondo politico, oltre che le scuse immediate da parte della signora Valent!”.

Daniele Caroleo (Crotone – Dirigente Nazionale AG – www.danielecaroleo.identitario.org)

Simone Spiga (Cagliari – Dirigente Nazionale AG – www.simonespiga.tk)

Luigi Curci (Barletta - Presidente AG Barletta – www.luigicurci.tk)




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14 ottobre 2008

Nuova Barletta di ottobre

 

E’ uscito il numero di Ottobre del mensile “Nuova Barletta”

>> Il punto di vista dei ragazzi sulla politica e sulle problematiche locali e nazionali. <<

Ottobre2.jpg

Clicca qui

Per scaricarlo.




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10 ottobre 2008

Oggi a Milano Massimo Fini presenta il suo nuovo mensile

 Si chiama "La voce del ribelle" ed è edito dalla Maxangelo di Roma. Il nuovo mensile di Massimo Fini, giornalista e saggista noto per il suo stile brillante e le sue idee anticonformiste, verrà presentato oggi a Milano. L'appuntamento è alle ore 18 presso la libreria Rizzoli di Galleria Vittorio Emanuele II. Nel primo numero della rivista, che verrà diffusa per lo più tramite abbonamento e pubblicata anche in versione on-line, grande spazio alla crisi della finanza statunitense (Americrack), con un'esplosiva intervista al senatore Elio Lannutti. Ma anche approfondimenti sulle rinnovate tensioni tra Washington e Mosca (Tra Usa e Russia manca l'Europa) e sulla demonizzazione del tifo (Tutta una montatura?). Nonché, naturalmente, l'editoriale di apertura dello stesso Massimo Fini: una durissima presa di posizione dal titolo "Io, talebano".

Ulteriori informazioni sulla rivista, e un video di Massimo Fini, sul sito
www.ilribelle.com




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1 ottobre 2008

Cinema, Spike Lee presenta 'Miracolo a Sant'Anna' e non teme le polemiche

da www.adnkronos.com 

Nella foto Spike Lee alla presentazione del film (Infophoto)
In sala dal 3 ottobre

Il regista : ''Aprire discussioni è senz'altro positivo''. Il film racconta il massacro di 560 innocenti per mano dei nazisti il 12 agosto 1944. Nel cast anche Luigi Lo Cascio e Pierfrancesco Favino

 

Roma, 29 set. (Adnkronos/Cinematografo.it) - "Il fatto che film come questo possano suscitare polemiche, aprire discussioni è senz'altro positivo: partendo dal bellissimo romanzo di James McBride abbiamo cercato di fornire un'ipotesi intorno ad una vicenda storica realmente avvenuta: il massacro di 560 innocenti per mano dei nazisti a Sant'Anna di Stazzema il 12 agosto 1944". Così Spike Lee (nella foto) presenta il suo 'Miracolo a Sant'Anna', nelle sale dal 3 ottobre.

Il regista fuga ogni dubbio in merito alle possibili polemiche che potrebbero scatenarsi in Italia in seguito all'ipotesi che alla base dell'eccidio in Toscana del '44 ci fosse il tradimento da parte di un partigiano: "Ci sono tante questioni ancora aperte e questo è uno fra i capitoli della storia italiana ancora irrisolti. Durante la seconda guerra mondiale i partigiani italiani, così come quelli francesi, non erano sempre ben visti dai rispettivi connazionali perché dopo le loro azioni si rifugiavano fra i monti, lasciando i civili in balia di eventuali rappresaglie da parte dei nazisti".

Incentrato sulla vicenda di quattro soldati afroamericani della 92esima Divisione 'Buffalo Soldiers', interamente composta da militari di colore, che rimangono bloccati in un piccolo paese della Toscana al di là delle linee nemiche, il film nasce dall'omonimo libro di James McBride, anche autore della sceneggiatura in collaborazione con Francesco Bruni: "Pur trattandosi per molti versi di una storia di finzione - conferma lo stesso autore - ho deciso di scrivere il romanzo dopo aver visitato Sant'Anna: dopo 50 anni da quella strage nessuno ne parlava e ho sentito il bisogno di raccontare alla gente cosa fosse avvenuto li'".

"Non è un libro di storia - aggiunge McBride - anche perché non ne basterebbero 500 per far capire cosa sia stata davvero la guerra in Italia, dove fratelli combattevano contro fratelli, o padri contro figli. Mi spiace se possiamo aver urtato la sensibilità dei partigiani, anche perché come afroamericani sappiamo cosa può voler dire leggere e vedere opere che parlano di te scritte o realizzate da qualcun altro, ma se un film del genere provoca una discussione vuol dire che abbiamo raggiunto il nostro principale obiettivo".

Interpretato da Laz Alonso, Omar Benson Miller, Derek Luke e Michael Ealy, i quattro soldati della 92° Divisione, 'Miracolo a Sant'Anna' "sfrutta" però anche i volti e i corpi dei nostri Valentina Cervi, Omero Antonutti, Sergio Albelli, Lydia Biondi, Luigi Lo Cascio e Pierfrancesco Favino, nel ruolo del partigiano Peppi, "un uomo che dopo 4-5 anni di sacrifici in nome di un ideale si pone la domanda se sia giusto o meno continuare ad uccidere".

"Questo - afferma l'attore - è quello che io spero avvenga sempre in ogni uomo, in ogni soldato impegnato a combattere". Per la prima volta su uno schermo, il piccolo Matteo Sciabordi, nel ruolo di Angelo, il bambino intorno al quale ruota l'intero racconto, "una vera e propria benedizione averlo trovato tra i 5.000 non attori che si erano presentati al casting - conclude Spike Lee - perché il suo è stato un apporto fenomenale".




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8 settembre 2008

Resoconto Assemblea Provinciale di AG

 

COMUNICATO STAMPA

Si è svolta Sabato scorso a Bisceglie l’Assemblea Provinciale della destra giovanile della Bat.

Oltre ad aver registrato una buona adesione, l’iniziativa di Azione Giovani è stata occasione propizia di dialogo con gli esponenti di Forza Italia Giovani della Bat, i quali non hanno fatto mancare la loro presenza.

Ag e Fig già da tempo, nella nostra provincia, hanno avviato un cammino comune finalizzato ad affrontare ed a porre all’attenzione dei cittadini le problematiche che il nuovo ente provincia si troverà ad affrontare.

La imminente nascita del “Popolo della Libertà” sarà un momento storico per il tutto il nostro paese e non potrà che vedere i giovani protagonisti di un nuovo modo di fare politica.

L’Assemblea ha evidenziato alcuni temi fondamentali che dovranno essere al centro dell’agenda politica della Sesta Provincia quali la viabilità (il problema della strada provinciale Trani-Andria), la raccolta differenziata dei rifiuti, lo stato di degrado in cui versa la struttura dell’ex psico-pedagogico sulla strada Bisceglie-Trani, l’importanza dello sviluppo turistico del nostro territorio che potrebbe essere una importante risorsa per l’occupazione giovanile e la richiesta di istituire un assessorato provinciale alle politiche giovanili.

I temi che riguardano i giovani molto spesso sono considerati di scarso interesse, quindi sarà fondamentale l’impegno delle forze giovanili del PDL.

A coordinare i lavori Domenico Storelli, Presidente di AG Bisceglie e Fabrizio Sotero, Presidente Provinciale di Azione Giovani, presenti anche Sergio Silvestris, giovane Consigliere Regionale e Presidente Provinciale di AN, Michele Scagliarini, Coordinatore Provinciale di Forza Italia Giovani, Roberto De Ciccio, Coordinatore del circolo di Bisceglie di Forza Italia Giovani, oltre a tutta la classe dirigente di Azione Giovani della Sesta Provincia pugliese.

Si è convenuto sulla importanza di creare un contenitore dei valori e delle idee, mutuando una iniziativa già sperimentata nella città di Andria con “il cantiere dei valori, giovani verso il PDL”, un progetto ambizioso che si propone di mettere al centro della vita politica provinciale taluni problemi afferenti il mondo giovanile.

“Il cantiere dei valori, giovani verso il PDL” sarà un contenitore aperto a tutti i giovani che si riconoscono nel PDL, senza preclusione alcuna, uno strumento per sviluppare le politiche giovanili sul territorio della BAT, una occasione di confronto costante tra tutti coloro che vivono con entusiasmo la nascita del Popolo della Libertà.

Per informazioni scrivere a info@agbat.it oppure visitare il sito internet

WWW.AGBAT.IT




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24 luglio 2008

Nuova Barletta: mese di luglio

 Anche a luglio il giornalino di Azione Giovani Barletta. Prossimo appuntamento a settembre!

Nel caso di problemi di collegamento al link: http://agbarletta.altervista.org/php5/nuovabarletta/Luglio2008.pdf




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17 giugno 2008

La reazione dei Sindacati ai 7 licenziamenti in Bar.S.A.

da www.bat24ore.it 

Barletta, "Illiceità licenziamenti è assolutamente evidente"
Barsa: Filcams Cgil, Ugl e Fisascat Cisl congiuntamente si appellano al Sindaco Maffei, affinché intervenga immediatamente sugli organi aziendali, al fine di ottenere la revoca dei licenziamenti
"Ancora una volta la Barsa tenta di fare pagare la clientelare e fallimentare gestione dei suoi dirigenti, vecchi e nuovi, ai suoi dipendenti, al punto che la sua “proprietà” (per la maggior parte in mano pubblica), anziché opportunamente liberarsi dei veri responsabili di tanto scempio, ha deciso di mettere in mobilità alcuni lavoratori, che pure avevano optato – per evitare di essere licenziati – per una diversa collocazione in ambito aziendale, accettando addirittura di essere adibiti a mansioni assolutamente dequalificanti.
A parte i profili formali (che pure hanno un loro rilievo), l'arbitrarietà ed illiceità dei licenziamenti è assolutamente evidente, laddove si consideri la concomitante pretesa aziendale (consistente in una vera e propria “estorsione”, in alcuni casi tentata e, in altri, addirittura consumata) di imporre ai lavoratori la sottoscrizione di verbali di conciliazione, aventi ad oggetto la rinunzia a pretese e/o a giudizi pregressi, per nulla collegati con il procedimento di mobilità.

Insomma, “se vuoi salvare il posto, non solo devi essere dequalificato, ma devi anche rinunziare ad ogni diritto, sottoscrivendo un verbale di conciliazione in sede sindacale”. Come dire che, oggi, la Barsa – che, non a caso, è risultata soccombente in diverse decine di giudizi promossi dai suoi lavoratori dinanzi al Tribunale di Trani, con un carico di spese legali per diverse centinaia di migliaia di euro - intende far pagare alle sue maestranze, anziché ai suoi amministratori, le sue scellerate scelte in materia di organizzazione del lavoro, pretendendo di azzerare i conti con i suoi dipendenti, con la minaccia del bene più prezioso: quella del posto lavoro.

Tutto ciò, ovviamente, costringerà le OO.SS. firmatarie a denunziare tale comportamento “malavitoso” all'opinione pubblica, prima, e alla Magistratura, poi, perché siano definitivamente chiariti i livelli di responsabilità in questa penosa vicenda. Nella speranza che il Sindaco del Comune di Barletta (che è il maggior azionista della BARSA) sia all'oscuro di quanto innanzi, le scriventi OO.SS. si appellano allo stesso affinché intervenga immediatamente sugli organi aziendali, al fine di ottenere la revoca (quantomeno) dei licenziamenti di chi abbia dato la disponibilità allo svolgimento di mansioni inferiori, senza, però, accettare, di transigere su diritti e/o azioni che nulla hanno a che vedere con la procedura di mobilità
".




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15 giugno 2008

Primavalle brucia ancora

 da www.destrasociale.org

(tratto da IL FONDO - magazine di Miro Renzaglia - n.2 / 9 giugno 2008 www.mirorenzaglia.org) - Dice bene Giampaolo Mattei, fratello di Stefano e Virgilio, vittime nel 1973 del rogo di Primavalle, a proposito del suo libro La notte brucia ancora (Sperling & Kupfer): «Quando un bambino brucia per effetto dell’odio ideologico, l’innocenza la perdono tutti, anche quelli che pensano di essere estranei al lutto» .

Ora questa storia, a suo dire, può essere nuovamente raccontata: «non per regolare conti o per cercarevendette postume. Non per togliersi soddisfazioni personali. Ma per chiudere la stagione dell’odio con la forza di una memoria privata che può essere finalmente condivisa con gli altri. Adesso è il tempo di spegnere le braci di quella notte che brucia ancora.»

Dice bene ma, allo stesso tempo, non dice tutto. Perché non basta a chiudere le stagioni dell’odio poter raccontare nuovamente questa o altre storie maledette: occorre che le vittime di queste storie abbiano giustizia. E i suoi fratelli, Stefano e Virgilio, la giustizia l’aspettano ancora. Così come l’aspettano decine di altri ragazzi caduti, in quegli stessi maledettissimi anni ‘70, passati alla storia come “anni di piombo”, in nome delle bandiere rosse o nere che avevano avuto l’impudenza di sventolare.

Ma, se vogliamo, la vicenda dei fratelli Mattei è di una maledizione ancora più nefasta e, allo stesso tempo, emblematica. Qui, a differenza di tanti altri casi, non si può parlare di delitto per mano di ignoti. Delitti che, a distanza di tanti anni, forse non possono più avere giustizia. Qui, è tutto noto: dal crogiolo gruppettaro marx-leninista dove l’odio e lo spirito assassino si alimentò (Potere operaio) al nome dei sicari; dalle coperture giustificazioniste degli intellettuali loro compagni di bandiera, alle modalità per così dire tecniche dell’esecusione, fino alle complicità, istituzionali e di militanza, che consentirono ad Achille Lollo, Marino Clavo, Manlio Grillo di scampare non alla vendetta ma egli esiti di giustizia che in un paese normale dovrebbero essere garantiti per diritto di semplice cittadinanza.

Ed è qui, proprio su questo punto dove la piaga continua a sanguinare che Giampaolo Mattei non incide.

Per esempio, nel libro non viene affatto citata la figura dell’avvocato Francesco Carleo Grimaldi che, ancora pochi anni fa, tentò la riapertura del caso puntando sulle molto omesse ipotesi di favoreggiamento di cui godettero, a loro stesso dire con diverse e successive dichiarazione, gli assassini. Ipotesi he riguardano nomi non certo ignoti. Come quelli di Oreste Scalzone e Franco Piperno, che onestamente hanno confermato le loro responsabilità. O come quello dell’ex attrice Paola Pitagora che, invece, non si sa con quanta onestà, le ha respinte minacciando querele, mai giunte a destinazione processuale, a chi l’avesse ancora tirata in ballo. Strategia processuale, quella dell’avvocato Francesco Carleo Grimaldi, poi lasciata impudentemente cadere.

Nel libro non si fa menzione, ancora, del rapporto di parentela stretta fra la prima moglie del generale Dalla Chiesa, signora Dora Fabbo, e Manlio Grillo né dell’appartenenza del fratello di quest’ultimo, in qualità di ufficiale dei Carabinieri, alla task force antiterrorismo al cui vertice c’era proprio il generale stesso, poi assassinato dalla mafia in Sicilia.

Non si fa menzione, di nuovo, alla strana vicenda del quotidiano di Roma “Il Messaggero” - all’epoca tra i più strenui assertori della teoria della faida interna fra missini quale movente dell’eccidio - allora proprietà della famiglia Perrone e della a dir poco sospetta derubricazione, da imputata a testimone, del ruolo di Diana Perrone, intima del trio ferocemente colpevole e presente sul posto la notte dall’accaduto. E, forse, non risulterà casuale, di lì a poco, la cessione del quotidiano dei Perrone in solide mani di apparato democristiano.

Nel libro non ci si chiede, in un infine che resta aperto, come sia stato possibile che Achille Lollo, per sua esplicita dichiarazione, abbia potuto passare tante frontiere dall’Angola (noto paradiso di tanti terroristi rossi all’epoca in corso di ricerca…), all’Italia, alla Francia, fino in Brasile, dove tuttora si trova in libero soggiorno, “con regolare passaporto italiano”. Fatto che induce a pensare come il suo nome, nonostante la latitanza, non fosse fra quelli segnalati alle varie polizie di frontiera né all’Interpol…

Fatti, solo fatti. Fatti che non attendono neanche più di essere confermati perché nessuno li ha mai smentiti né può smentirli. Fatti che non leggerete, però, nella fatica editoriale di Giampaolo Mattei.

Li troverete, invece, puntualmente registrati in un piccolo dossier, Strage di Primavalle, processo a porte aperte, tirato in 500 copie a cura dell’Associazione Fratelli Mattei di cui è presidente proprio Giampaolo e costato anni di ricerca a quello che fu uno degli amici più cari di Virgilio: Graziano Cecchini (sì, proprio quello di Rosso Trevi…), il cui nome sparisce, insieme ad ogni riferimento al dossier stesso e a quanto qui rapidamente riportato, dalle pagine del libro…

Dossier che, pure, era stato patrocinato e finanziato istituzionalmente dalla Regione Lazio e che porta la prefazione di Francesco Storace, allora Presidente della Regione, e soprattutto di Enzo Fragalà, già membro della Commissione Mitrokhin, incaricata di portare finalmente luce sui misteri che ancora consentono di bruciare alle troppe notti dannate di questo maledetto paese…


Miro Renzaglia




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15 giugno 2008

Nasce "NUOVA BARLETTA"

 


consulta on-line la nuova testata di informazione creata da Azione Giovani Barletta



http://agbarletta.altervista.org/php5/nuovabarletta/giugno.pdf




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28 maggio 2008

DESTRASOCIALE.ORG SI RINNOVA

  


Destrasociale.org ha rinnovato la sua veste grafica assieme a qualche funzionalità. Per questo motivo potrebbero esserci dei rallentamenti all'interno del sito web. Segnalateci eventuali problemi riscontarti nella navigazione e scusateci per i possibili inconvenienti.




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18 aprile 2008

Sud, le periferie votano Pdl

 Su segnalazione di Nico Diana

Le Regioni meridionali Il partito di Berlusconi ovunque in ascesa, tranne che nel Molise. L'addizionale di Vendola, i 24 mila posti di lavoro persi in Sardegna, gli imprenditori calabri

Sud, le periferie votano Pdl

Più consensi nei quartieri popolari e in provincia Ici e bonus bebè hanno convinto operai e insegnanti

Vomero, quartiere bene di Napoli. Qui il Popolo della libertà si è fermato (per modo di dire) al 43 per cento. Ma basta spostarsi in periferia, basta spingersi fino a Secondigliano, dove il numero dei lampioni cala insieme alle cifre dello stipendio, per veder schizzare il consenso al 57 per cento. Stesso discorso a Cagliari. In centro il Pdl è al 42 per cento, nel seggio davanti alle case popolari di Sant'Elia supera il 45 per cento. E se da lì andiamo fino a Quartu Sant'Elena, di fatto periferia della città, arriviamo al 53. Ed è così anche in Puglia, in Sicilia, in Calabria. In tutto il Sud.

Più voti in periferia che al centro, più in provincia che in città. Ceto medio, pancia del Paese, strati popolari: chiamatelo come volete, ma è qui che il Pdl ha stravinto nel Mezzogiorno, senza nemmeno l'aiuto della Lega come al Nord. Non sono imprenditori e liberi professionisti ma impiegati, operai, insegnanti che magari un tempo stavano a sinistra. Attirati dal taglio dell'Ici, visto che anche al Sud l'80 per cento delle famiglie è proprietaria di casa. Invogliati dal ritorno del bonus bebè, perché qui i figli si fanno ancora. E convinti dal cambiamento promesso da Berlusconi in una terra dove tutto sembra immobile. Non solo oggi, con la sinistra al potere a Roma e nelle Regioni. Ma da sempre.

Le periferie e le province
Lo schema è sempre lo stesso. Il Popolo delle libertà avanza di più nei centri medi e piccoli della provincia che nelle città capoluogo. È così a Palermo dove il Pdl prende il 46 per cento in città e il 48 considerando l'intera provincia. E così a Napoli, dove si passa dal 45 al 48 per cento, e anche a Catania e Bari dove pure la differenza scende sotto l'1 per cento. «È la dimostrazione ? dice Raffaele Fitto, ex governatore della Puglia, in corsa per una poltrona nel governo ? di come noi abbiamo capito meglio i bisogni della gente comune, quella che non chiede la luna ma sicurezza e qualche soldo in più per campare ».

La Puglia in fuga da Vendola
Rispetto a due anni fa qui il Pdl ha guadagnato più di cinque punti. «Un recupero così ? spiega Francesco Divella, senatore e re della pasta ? pesca nei grandi numeri». Cosa vuol dire grandi numeri? Per recuperare parte del deficit regionale, la giunta di Nichi Vendola ha introdotto un'addizionale regionale sui redditi sopra i 28 mila euro lordi l'anno, 1.400 euro netti in busta paga. Addizionale minima, meno dello 0,1 per cento. «Ma come pensate abbiano votato tutti quelli che speravano di campare meglio con la sinistra?». Forse si spiega così anche il miracolo di Foggia. La provincia è da sempre in mano alla sinistra. Eppure stavolta si va al ballottaggio con Antonio Pepe, deputato uscente di An, che non vince al primo turno solo perché il candidato dell'Udc ha preso il 15 per cento. Un sentimento di «vendetta politica » che non è solo pugliese. In tutto il Sud il Pdl guadagna più nelle città storicamente a sinistra: più a Cosenza che a Reggio Calabria, più a Catania che a Palermo, più a Pescara che all'Aquila.

La Sardegna e il turismo
A Cabras il 60 per cento, a Burcei addirittura il 70. Spiagge che vivono di turismo e zone di montagna non fanno differenza: in Sardegna il Pdl di punti ne ha recuperati otto. Anche qui non è solo il vento nazionale a farsi sentire, non sono i candidati famosi come Luca Barbareschi ad aver spostato voti. Per tutelare uno dei paesaggi più belli d'Italia la giunta di sinistra guidata da Renato Soru ha esteso il divieto di costruzione da 500 metri a due chilometri dalla costa. Applausi degli ambientalisti: «Ma questo ? calcola l'ex sottosegretario Salvatore Cicu ? ha fatto perdere 24 mila posti di lavoro in una Regione dove la disoccupazione è già un problema. E dietro ogni persona che perde il lavoro c'è una famiglia che perde uno stipendio...».

Campania, rifiuti ma non solo
Quello di Giugliano ? 120 mila abitanti, terzo comune della Campania ? è un caso unico nella storia della Repubblica. Il sindaco che si presenta per il secondo mandato viene quasi sempre confermato. Non qui. Francesco Taglialatela (Pd) ci ha provato di nuovo ed ha racimolato un misero 12 per cento. Al primo turno (60 per cento) è stato eletto per il Pdl Giovanni Pianese. Certo, Giugliano è vicina a Taverna del re, la più grande discarica di ecoballe della Regione e quindi del mondo. Ma non c'è solo l'effetto rifiuti: «Nel nostro territorio ? dice il nuovo sindaco ? sta per aprire una nuova base Nato, la più grande d'Europa. Il Comune ha detto di sì senza chiedere nessuna compensazione, nemmeno un giardinetto. Non dico che bisogna fare come a Vicenza, ma questa è la sciatteria al potere ». L'onda lunga del Pdl (più 8 per cento) è arrivata fino in Irpinia, nonostante la candidatura di Ciriaco De Mita con l'Udc. Per la prima volta nella storia il centrodestra è maggioranza nella provincia di Avellino anche se in città il Pd è ancora avanti per pochi voti.

Sicilia e il flop dell'MpA
Doveva essere il contrappeso della Lega, la risposta ai timori di un federalismo fiscale che al Sud potrebbe costare caro. Ma il Movimento per l'Autonomia, la Lega Sud alleata del Pdl, non è mai stata decisiva. Anche nella Regione del nuovo presidente Raffaele Lombardo non è andato oltre il 7 per cento, molto meno del distacco di 20 punti che separa il partito di Berlusconi da quello di Veltroni. Da solo il Pdl è attorno al 50 per cento a Palermo, Catania, Messina, Trapani, senza contare il 60 per cento di Licata o Lampedusa. Il miglior risultato in tutto il Paese: con il maggioritario il 61 a zero del 2001 sarebbe stato bissato. Nemmeno la fuoriuscita dell'Udc, che qui vuol dire Totò Cuffaro, ha arginato l'avanzata: «Semmai ? sostiene il coordinatore regionale del Pdl Angelino Alfano ? loro hanno tolto voti al Pd».

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La Calabria di Santo Versace
Se in Sicilia il Pdl ha la maggioranza più solida è la Calabria la terra del recupero record: dieci punti rispetto a due anni fa, oltre 20 rispetto alle regionali vinte da Loiero tre anni fa. Un miracolo? Anche qui sono stati i grandi numeri, e quindi gli strati popolari, a far girare quel vento che ha fatto vincere il Pdl pure nelle rosse Crotone e Cosenza dove adesso sfiora il 40 per cento. Ma ci sono anche gli imprenditori, un po' come nel primo berlusconismo al Nord. Filippo Callipo, industriale del tonno, è stato visto a molti comizi del Pdl, eppure un tempo simpatizzava per l'altra parte. E poi Santo Versace, fratello di Gianni e alla guida dell'azienda di famiglia, eletto alla Camera dopo una campagna elettorale porta a porta di un mese intero: «I problemi della nostra terra dipendono soprattutto da noi. Se per la stessa autorizzazione un'azienda deve aspettare due anni in Calabria e una settimana in Friuli con chi ce la dobbiamo prendere?». Nato a Reggio, Versace vive da anni a Milano: «Sono un terrone del Nord e capisco perché tanti emigrati votano Lega: sanno bene come al Sud si distrugge ricchezza».

Lorenzo Salvia
18 aprile 2008

http://www.corriere.it/politica/08_aprile_18/salvia_1f6bb644-0d07-11dd-9f4c-00144f486ba6.shtml




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28 marzo 2008

Nuovo blog

Aumentano ancora i blog della Comunità Militante di Azione Giovani Barletta. Anche Marco Lattanzio (Dirigente di Azione Giovani Barletta e soprattutto grande Militante) ha il suo blog e vi invito di andare a visitarlo!
www.marcolattanzio.tk     




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7 marzo 2008

Il secondo numero di Identitario

 

Il nuovo numero di IDENTITARIO MAGAZINE!

 


WWW.IDENTITARIO.ORG




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14 febbraio 2008

Identitaio magazine

 

E’ uscito IDENTITARIO MAGAZINE!

 

WWW.IDENTITARIO.ORG




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8 febbraio 2008

Comunicato di Azione Studentesca Barletta

da www.azionestudentesca.splinder.com                                        



Emergenza succursale, Liceo Classico “A.Casardi”

Gli studenti del liceo classico “A.Casardi” dopo aver concluso un periodo di frequenza con doppi turni ora si trovano a dover fronteggiare una nuova emergenza. Infatti le cinque classi tra le IV ginnasiali che ora fanno lezione presso la sede succursale “Botticelli” hanno altri problemi non meno seri. Uno di questi è rappresentato dalle dimensioni delle aule, troppo limitate per contenere 30 studenti. Spesso, infatti, le lezioni vengono svolte nei corridoi per mancanza di spazio all’interno delle aule. Inoltre è assurdo che dei ragazzi di 14-15 anni debbano usufruire di servizi igienico-sanitari progettati per bambini dell’asilo! Ebbene sì, in pratica i servizi igienici messi a disposizione dei ragazzi sedicenni sono in realtà adatti per bambini dell’età di 5 anni! I ragazzi assegnati presso la succursale si lamentano della posizione periferica della sede rispetto al centro della città sia perché alcuni di questi ragazzi si sono iscritti al classico anche considerando la posizione della sede centrale, ma soprattutto perché la zona della succursale, in effetti, non è proprio una delle più sicure.Questa soluzione pare essere stata presa in maniera affrettata per mettere a tacere la voce degli studenti che rivendicavano semplicemente un proprio diritto e cioè quello di poter frequentare una scuola con dei minimi servizi per i quali i loro genitori pagano le tasse. Questa soluzione risulta essere quindi solo apparente e non effettiva. Le cose sarebbero state molto diverse se la scuola de Nittis e/o la Fragianni avessero ceduto al classico alcune classi. Ma ciò non è possibile data la mancata disponibilità dei dirigenti pur avendo a disposizione delle aule praticamente inutilizzate. Il colmo è che l’anno venturo il liceo classico sarà affiancato, in fase sperimentale, dal liceo socio psico-pedagogico. A questo punto, la domanda sorge spontanea: ma se mancano 5 aule per gli studenti del liceo classico, quelle destinate al liceo pedagogico dove le collocheranno? Alla succursale, ovviamente.Noi speriamo che questa lettera possa servire a cambiare, o almeno a migliorare un po’ la situazione, perché tutto ciò è vergognoso!!!

                                                                                                                                        

 WWW.AZIONESTUDENTESCA.SPLINDER.COM                                                                        




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29 gennaio 2008

Intervista del Corriere della Sera a Fini

 

FINI: "NO A UN GOVERNO DELLA DISPERAZIONE, IN GIOCO LA CREDIBILITA' DELLE ISTITUZIONI"

 Il presidente di An in una intervista al Corriere della sera: "Delittuoso tirarla per le lunghe".

di Francesco Verderami

«C'è in ballo la credibilità delle istituzioni». Ecco cos'è in gioco secondo Gianfranco Fini. Questa non è solo una crisi di governo ma «un passaggio delicatissimo in cui la politica è chiamata alla prova dinnanzi al Paese ». Perciò «lo scioglimento delle Camere e il ritorno alle urne, non è una richiesta avanzata per interessi di parte ma per tutelare gli interessi nazionali». Il leader di An ritiene che non esista «alcun margine per un nuovo governo. A meno che non prevalga la disperazione. E la disperazione è sempre una cattiva consigliera. Non ha senso oggi verificare in Parlamento se c'è la possibilità di un accordo sulla legge elettorale, dopo che per mesi la discussione sulla riforma ha messo in evidenza come non esistano aggregazioni o convergenze semmai divisioni all'interno dei poli e in alcuni casi all'interno dei partiti».


Eppure il centrosinistra rinnova la disponibilità a discutere.
«Io credo siano disponibili a discutere di tutto pur di evitare le elezioni. Ma oggi la priorità è un governo nella pienezza dei poteri, dotato di maggioranza politica, in grado di affrontare i problemi nazionali: sicurezza, potere d'acquisto dei salari, sofferenza delle imprese, emergenza ambientale».


Però, se si andasse alle urne, il problema sarebbe rinviato solo di un anno, visto che pende il referendum elettorale. Non sarebbe quindi meglio fare la riforma adesso?
«E chi gestirebbe nel frattempo le emergenze del Paese? Ora, non c'è dubbio che il nodo della legge elettorale e di un assetto istituzionale più moderno andrà affrontato e risolto. Ma alla luce delle precedenti esperienze negative, credo sia giusto valutare se dar vita a un'Assemblea costituente, eletta o nominata dal Parlamento, che non si sovrapponga e confligga con il corso politico della legislatura. Altrimenti non se ne uscirà mai».


Insomma, considererebbe una forzatura se il capo dello Stat o- dopo le consultazioni - non sciogliesse le Camere ma provasse con un incarico a verificare se esiste la possibilità di riformare la legge elettorale, prima di tornare al voto?
«Intanto noto che tornano in auge formule e liturgie da prima Repubblica. Comunque, un mandato esplorativo è nel novero delle scelte possibili. Però mi chiedo: anche qualora l'esploratore dovesse, per il rotto della cuffia, avere un senatore in più in maggioranza su una legge elettorale purchessia, finalizzata solo ad allontanare le urne, il giorno dopo chi governerebbe l'Italia? Un governo della disperazione? No. Non credo al successo dell'esploratore, penso che si arriverà allo scioglimento delle Camere e che si voterà in aprile».

Dica la verità: teme manovre dilatorie da parte del Quirinale?
«Napolitano si muove nel solco delle sue prerogative. Mi sono permesso di dire al presidente della Repubblica che in una congiuntura così complessa occorre avere tutto il tempo per riflessioni meditate, ma sarebbe delittuoso per gli interessi nazionali tirarla per le lunghe con l'unico intento di trovare una soluzione purchessia, o peggio per posticipare il voto».


Cosa le ha risposto Napolitano?
«Non avevo dubbi sulla sua risposta ».


Berlusconi ha detto che se non si andasse alle urne, milioni di persone andrebbero a Roma a manifestare. Le evoca qualcosa?
«Non mi evoca nulla, ed è francamente risibile parlare di un Berlusconi che annuncia una seconda marcia su Roma. Lui ha detto una cosa che viene richiesta a gran voce dalla maggioranza degli italiani: cioè di esprimere tutto lo sdegno possibile, con una civile manifestazione, qualora la disperazione dovesse portare alla nascita di un governicchio di brevissima durata solo perché l'Unione ha il terrore di andare al voto. E sarebbe opportuno pensarci bene prima, perché si rischierebbe moltissimo».


Che vuol dire?
«Intanto si metterebbero a rischio gli interessi nazionali. Un governo è degno di tale nome solo se ha una maggioranza politica. Se invece in qualche modo si mettessero insieme vari segmenti del Parlamento senza prospettiva, pur di non andare alle urne, si darebbe un formidabile aiuto all'antipolitica, a coloro che parlano di una casta a difesa dei propri privilegi. È una vulgata, una sciocchezza, ma molti pensano che non si voglia andare al voto perché ai parlamentari non scatterebbe il vitalizio. L'antipolitica avrebbe il sopravvento se si proseguisse con l'accanimento terapeutico della legislatura. E se dovesse nascere un governo con questo obiettivo, gli italiani penserebbero a un'ammucchiata finalizzata solo a salvare la casta».


Si potrebbe anche pensare che voi vogliate le elezioni solo perché siete certi di vincere.
«Non siamo sicuri di vincere, siamo ragionevolmente ottimisti. Ma non potremo confidare solo sull'indelebile ricordo dei disastri compiuti dal governo Prodi, dovremo presentarci con un progetto credibile e innovativo».


A proposito d'innovazione, Nicolas Sarkozy ha innovato la politica francese innestando nel governo personalità di sinistra. Lei, che è stato definito il «Sarkozy italiano», adotterebbe questo metodo se vincesse le elezioni?
«Attenzione a non incorrere in errore: quel modello non è proponibile in Italia perché il nostro sistema è diverso. Da noi può accadere, ed è accaduto, laddove c'è l'elezione diretta, penso ai sindaci. Certo, ci sono esponenti del centrosinistra che stimo e apprezzo per le loro qualità, anche perché al contrario di Berlusconi non considero i professionisti della politica come un fatto negativo. Quanto al futuro governo italiano, se toccasse a noi, non solo dovrebbe avere non più di dodici ministri, ma non dovrebbe nemmeno esser figlio del manuale Cencelli».


Sarà, ma Veltroni già vi accusa di voler costruire un «caravanserraglio» che mette insieme Mastella e Tilgher.
«Intanto è ridicolo che, guardandosi allo specchio, imputino a noi i loro errori. Nel nostro schieramento c'è un'omogeneità culturale, valoriale e politica che il centrosinistra non ha mai avuto. Basti vedere cos'è accaduto nelle legislature in cui hanno governato loro. Basta vedere che fine ha fatto Prodi nel '98 e oggi. In ogni caso il centrodestra darà vita a una coalizione che non partirà dalla sottoscrizione di un faraonico libro dei sogni di trecento pagine, ma avanzerà un programma scarno e una serie concreta di proposte».


Le contestano di aver fatto una precipitosa retromarcia con Berlusconi, dopo lo scontro dei mesi scorsi.
«Lo scontro c'è stato ed era relativo al nodo del Pdl e alla legge elettorale. Per quanto riguarda il Pdl Berlusconi, dinnanzi al mutamento del quadro politico, ha rinviato la discussione del progetto. Progetto che andrà ripreso. Perché - sia chiaro - il disegno unitario non è archiviato, è solo rinviato. E la probabile vittoria elettorale darà impulso all'obiettivo del partito unitario».


Come dire che ripartirà nella prossima legislatura la sfida sulla leadership, e che questo determinerà un nuovo conflitto proprio mentre magari sarete al governo?
«L'esperienza insegna sempre qualcosa. E l'esperienza dei cinque anni dal 2001 al 2006 deve farci riflettere, per non ripetere più certi errori. Uno di questi è stato privilegiare le visioni di partito rispetto all'interesse generale. Oggi c'è una grande aspettativa nei nostri riguardi e gli italiani saranno ancor più esigenti, anche se di cose buone con il passato governo ne abbiamo fatte tante».


Dunque niente più richieste di «cabine di regia», niente più richieste di «verifiche infinite»...
«...Niente più personalismi, niente più fughe in avanti... Il prossimo governo di centrodestra, se riusciremo a vincere, dovrà essere all'insegna della determinazione e della maturità».


Siamo ai soliti, buoni propositi.
«Provare per credere».




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29 gennaio 2008

Intervento di AN e AG Barletta sulla Gazzetta del Mezzogiorno

 Dalla Gazzetta del Mezzogiorno,pagina di Barletta,del 29 gennaio 2008


Sabato 26 ALLEANZA NAZIONALE E AZIONE GIOVANI di Barletta, con i propri dirigenti, militanti ed i Consiglieri Comunali Pino Rizzi e Dario Damiani, hanno manifestato in Piazza F.lli Cervi denunciando l' ennesimo scempio a cui breve l' Amministrazione Maffei darà il via, lungo tutta la zona comprendente appunto Piazza F.lli Cervi, Via 3 novembre, Via Vitrani e Via F. Cafiero. Lungo queste vie infatti a presto saranno aperti i cantieri per la realizzazione di altre piste ciclabili (proprio come quelle già create nei pressi di Via Danet Alighieri!) sfruttando i circa 460.000 euro finanziati dalla Comunità Europea esclusivamente per questo tipo di opere. I componenti di A.N. e A.g. sono dunque scesi tra la gente della zona portando loro a conoscenza della ennesima soluzione per cosi dire "tappa buchi" di cui l' Amministrazione si sta per rendere ancora una volta protagonista, impiantando piste ciclabili nel bel mezzo di una delle zone a più alta densità di traffico e smog della città, predestinando un opera del genere a divenire subito una vera e propria "cattedrale nel deserto"! Gli interrogativi che tutti si pongono riguardano infatti i criteri decisionali per cui si permetta la costruzione di piste ciclabili senza prima adottare serie misure in materia di traffico, inquinamento e sopratutto incolumità pubblica, se si pensa che lungo queste arterie ci sono ben tre istituti scolastici; senza parlare inoltre della situazione in cui rischiano di precipitare le numerose attività commerciali presenti una volta aperti i cantieri, attività già seriamente vessate dalla ingombrante presenza di quel mostro "rosso" che è l' ipercoop!
Veramente significativo è stato il ruolo informativo che questa iniziativa ha avuto, visto che la stragrande maggioranza dei cittadini e degli esercenti della zona era del tutto all' oscuro di questi lavori, mostrandosi altrettanto pronti ed "agguerriti" per una eventuale protesta da realizzarsi prima che i cantieri siano aperti.
Pertanto ALLEANZA NAZIONALE ed AZIONE GIOVANI, da sempre sensibile a tematiche del genere e quindi assolutamente NON CONTRARIA a realizzazioni di questo tipo di opere, proporranno a presto una interrogazione in Consiglio Comunale attraverso la quale si faccia luce sulle precauzioni prese in considerazione per questo tipo di progetto, chiedendo quindi ai responsabili di cercare altri siti ben più idonei alla realizzazione, senza tralasciare il lato "economico" dell' opera, chiedendo un reso conto dettagliato delle somme spese a progetto ultimato, affinchè tutto sia fatto alla luce del giorno ed al fine di evitare che, come spesso accade in questi casi, gli unici a trarne i reali benefici non siano solo gli ideatori e le ditte appaltatrici dei lavori!
 
      ALLEANZA NAZIONALE e AZIONE GIOVANI BARLETTA                         




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21 gennaio 2008

Nuovo blog on-line

On-line un nuovo blog di Destra. Il nome è Caffè Nero
vai su
www.caffenero.ilcannocchiale.it




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28 novembre 2007

On-line il blog FARE SICUREZZA

      " E' ON-LINE IL BLOG WWW.FARESICUREZZA.ILCANNOCCHIALE.IT"


 Superata la fase sperimentale, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria di Venezia rende operativo il libero blog "faresicurezza.it".
Certi di non aver fatto nulla di nuovo, pero nello stesso tempo siamo convinti che parlare in rete, esprimendo le nostre idee, anzi il nostro punto di vista, tutto ciò potrebbe migliorare il rapporto tra Forze dell'Ordine e società civile.
Si è voluto creare questo blog perchè vogliamo leggere, scoprire, conoscere, vedere il mondo.
Siamo convinti che di persone per bene ce ne sono molte, che non scendono in piazza a sfasciare vetrine con un pretesto qualsiasi e che non si accontentano della prassi.
Lo staff di "faresicurezza" comprende i responsabili provinciali del SAPPE ( DiNoia Michele e Porcelluzzi Filomeno, che curerà anche le pagine dedicate all'Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria) e un giovane laurendo in giurisprudenza, Luigi Curci, che gestirà il blog da Barletta ( Puglia ).
In pratica un nuovo servizio, che si spera utile non solo su scala locale, ma nazionale.
                                                                                          
                                                                                                     Filomeno Porcelluzzi




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25 luglio 2007

Comunicato di AU Bari

  AZIONE UNIVERSITARIA BARI 


Seminari gratuiti di preparazione alla prova di ammissione ai corsi di
laurea a numero programmato di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi
Dentaria, Professioni Sanitarie, Medicina Veterinaria, Scienze
Biotecnologiche, Scienze Biosanitarie e Biologia Cellulare e Molecolare.
Azione Universitaria, sempre dalla parte degli studenti. Anche quest'anno
Azione Universitaria - Bari organizza corsi gratuiti di preparazione alla
prova di ammissione ai corsi di laurea a numero programmatico di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria, Professioni Sanitarie, Medicina
Veterinaria, Scienze Biotecnologiche, Scienze Biosanitarie e Biologia
Cellulare e Molecolare.
Dopo i successi ottenuti negli anni passati, con un'altissima percentuale di frequentanti che, successivamente, hanno superato il test d'ingresso per l'accesso ai corsi di studi medico-scientifici, Azione Universitaria ha
deciso anche quest'anno di dare una mano tangibile a tutte le aspiranti
matricole della nostra università, offrendo un servizio decisivo per la
tutela del diritto allo studio e utile a colmare quelle lacune istituzionali
che - soprattutto per i nuovi iscritti - provocano un senso di disarmante
disorientamento per chi è all'inizio del proprio percorso formativo.
I corsi, interamente gratuiti, inizieranno lunedì 20 agosto e termineranno
venerdì 31 agosto (orario lezioni: mattina 9,00/13,00; pomeriggio ore
15,00/19,00, con pausa pranza in strutture convenzionate) e si terranno
nelle Grandi Aule delle Cliniche Mediche nel Policlinico di Bari.
Le lezioni , tenute da docenti universitari, dottorandi, laureati e
laureandi - saranno organizzate in esercitazioni teoriche e pratiche
inerenti le materie riguardanti il test di ammissione (Biologia, Chimica,
Fisica e Matematica) e si concluderanno con una simulazione dello stesso.
Per ulteriori informazioni e iscrizioni rivolgersi presso l'aula di Azione
Universitaria della Facoltà di Medicina e Chirurgia, tel. 0805478601 o
telefonare al 3398442476.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI
Sergio Rotondo tel. 3286224891



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10 giugno 2007

BUSH A ROMA: ALEMANNO, VELTRONI PONZIO PILATO DI FRONTE A DURO COLPO PER CITTÁ

 da www.destrasociale.org


“L’idea che a un Capo di stato in visita nella capitale del nostra nazione non sia possibile visitare una chiesa e la sede di un’associazione sociale in un quartiere di Roma è un duro colpo per l’immagine della nostra città e dell’Italia”. E’ quanto dichiara il presidente della Federazione romana di An,on. Gianni Alemanno. “Roma è la capitale, la sede della città del Vaticano, del turismo e dell’accoglienza - prosegue Alemanno – e non può subire una simile offesa. La tappa di Trastevere del presidente Bush non era un evento istituzionale o politico, ma era un incontro personale, spirituale e sociale che può essere contestato solo nella chiave di un odio di parte così radicale da negare qualsiasi forma di tolleranza e rispetto. Mi pare quindi inaccettabile che il sindaco di Roma Veltroni, che si è sempre qualificato come il garante dei valori di apertura e solidarietà della nostra città, di fronte a questa pessima figura non trovi niente di meglio che esprimere generiche preoccupazioni e fare il Ponzio Pilato. La realtà è che ancora una volta la nostra città amministrata dal centrosinistra e la nostra nazione governata da Prodi si sono dimostrate prigioniere dei ricatti politici e delle violenze di piazza dell’estrema sinistra e di chi nel governo si incarica di rappresentare questi estremisti”. “ A questo punto – conclude l’esponente di An - c’è solo da augurarsi che gli sforzi che sta facendo il prefetto Serra per mantenere l’ordine pubblico in città vengano coronati da successo, nonostante gli atteggiamenti pilateschi e complici della sinistra in Campidoglio e a palazzo Chigi”.




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10 giugno 2007

BUSH A ROMA: FINI, SINISTRA IN PIAZZA RENDE RIDICOLO GOVERNO PRODI

   Latina, 8 giu - "E' paradossale e grave che soltanto in Italia possa accadere che mentre Bush viene ricevuto, chi sostiene la maggioranza va invece in piazza a contestarlo duramente. E' uno dei tanti paradossi che rendono ridicolo il governo Prodi". E' quanto afferma il presidente di An, Gianfranco Fini, a Latina per la campagna elettorale. Il leader di An dà il "benvenuto in Italia" al presidente Usa, "leader di un Paese amico e alleato". 

Fonte : Ufficio Stampa An


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20 ottobre 2005


Alleanza nazionale Si terrà venerdì 21 ottobre, presso il Circolo territoriale di Alleanza nazionale (ore 20.30 in via d'Abundo, 24), un incontro sul disegno di legge Fini in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza. Durante l'incontro verrà presentata la candidatura di Luigi Curci quale candidato presidente al congresso provinciale della sesta Provincia di Azione Giovani in programma il prossimo 6 novembre. Saranno presenti, oltre a Curci, Fabio Paparella (presidente regionale AG), Marcello Gemmato (assemblea nazionale AN), Fabrizio Tatarella (dirigente nazionale AG), Tony Guido (presidente provinciale di AG-Bari), Oronzo Cilli (consigliere ministro politiche agricole Alemanno), Antonio Piccolo (commissario AG-Barletta), Riccardo Cannone (presidente AG-Andria), Marco Milanese (presidente AG-Canosa), Maria Albanese ed Emanuele Losapio. Sono invitati iscritti e militanti di Azione Giovani residenti nella sesta Provincia. 




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19 luglio 2005

articolo di "Libero" (19/7/05) e mio relativo commento

« Bravo Gianfranco, servono nuovi capi »
ROMA Guai a pronunciare la parola fine. « Alleanza nazionale c'è, eccome » , protesta Storace. Lui no che non è stato colto di sorpresa dall'azzeramento delle correnti: « Me l'aspettavo, invece » , puntualizza. Ed esorta i colonnelli a cospargersi il capo di cenere: « Dobbiamo predisporci tutti a una sana e leale collaborazione » , ammonisce, chiedendo loro « un passo indietro per fare spazio alla nuova classe dirigente » . Non un partito nuovo, insiste il ministro della Salute. Ma « un partito rinnovato » , questo sì. Storace riconosce che An è alla frutta. « Ma in politica momenti difficili capitano, l'importante » , spiega, « è avere la saggezza e l'umiltà per capire tutti, a cominciare dai dirigenti che hanno gli incarichi più importanti, che abbiamo avuto dal partito molto di più di quanto non abbiamo dato » . Ne è passata di acqua sotto i ponti dalla fronda dell'Hilton, quando sembrava che fosse lui quello pronto ad armare l'opposizione interna a Fini. Nel frattempo i due hanno rifatto pace, ora lui è " l'amico" per antonomasia, con delega speciale alla mediazione nel partito. E neanche adesso l'ex " Epurator" ha intenzione di gettare la spugna e rassegnarsi allo sbriciolamento della destra. Il capitolo " Caffetteria" per lui è chiuso: « Ora bisogna puntare alla nuova stagione di An » , sprona Storace con l'occhio rivolto alla nuova generazione. Ma la decisione spetta al leader di An: « È Fini l'uomo che ha portato la destra a governare l'Italia » , tiene a precisare, « lui ha il diritto di scegliere a chi affidare il rilancio di An » .   continua...

sarà stata la fortuna di una chiacchiera di troppo in un bar,sarà stato il "lungo orecchio" del quotidiano "il tempo",saranno stati gli effetti della Assemblea Nazionale di partito del 2 e 3 luglio...saranno stati una serie di fattori ma l'importante è che adesso finalmente nel partito ha vinto la voglia di rinnovare,un rinnovamento senza demolire i passaggi e le tappe storiche dell'ultimo decennio della Destra italiana,dando la certezza che nessuno (Ministri,ex Ministri o vicepresidenti)è amovibile dalle proprie poltrone e che finalmente c'è l'intenzione di far prevalere un interesse di Partito ad un interesse di correnti.Sembra sia giunto finalmente il tempo della meritocrazia,della seria e speriamo proficua resa dei conti....Finalmente insomma mi appare che dopo un periodo più o meno lungo,il Presidente Fini sia tornato a comportarsi da responsabile leader di un grande partito di Destra.Basta con le chiacchiere.Tutti abbiamo l'impegno a dover rilanciare il Partito e quindi la Destra italiana e trasmettere con serietà,ognuno nel suo ruolo (a cominciare dai "capi")la passione,le idee,la tradizione che da sempre ci contraddistingue.
Spero che sia davvero iniziato il "nuovo periodo" della Destra italiana,un rilancio legato ai valori di Fiuggi e di adeguamento al cambiamento dei tempi...tutto questo potrà produrre profitti solo se prevarrà la consapevolezza che prima di essere uomini di "governo" siamo (o meglio sono se mi riferisco ai "capi") uomini di una partito di "popolo",di un partito di "militanti"...di un partito che rispetto a tanti altri nel panorama politico italiano ha una storia ed una missione:cambiare l'Italia!




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17 luglio 2005

stupendo articolo pubblicato su corriere.it (corriere della sera)sui governi regionali del centrosinistra

C’è la «Commissione Mare» e quella «Mediterraneo»
Più poltrone che consiglieri regionali,
il miracolo della Campania
Sotto accusa le amministrazioni di centrosinistra
STRUMENTI
Una cosa è 'o mare, un'altra 'o Mediterraneo. La sfiziosa precisazione, che non mancherà di incuriosire i cultori del genere, è contenuta nell'elenco delle nuove commissioni istituite dalla Regione Campania. La quale, aprendo la strada a interessanti scenari, ha appunto deciso di dar vita a due organismi distinti: uno dedito alla Risorsa Mare e l'altro a quello che i Romani chiamavano Mare Nostrum. Finalmente lottizzato, ci si passi il latinorum, secondo precise percentuali: un po' nostrum, un po' vostrum, un po' lorum... Una poltrona non si nega a nessuno. Solo che questa volta, a strillare indignati, non sono soltanto gli oppositori, parzialmente coinvolti nella spartizione. Ma anche alcuni esponenti della maggioranza di sinistra: c'è o non c'è una benedetta questione morale? C'è chi dice di no.
Angelo Brancaccio, un diessino dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale campano, dice anzi che le durissime critiche di Fabio Mussi e Cesare Salvi al debutto gestionale di alcune «regioni rosse», critiche fatte proprie almeno in parte da Piero Fassino che l’altro ieri aveva invitato la sinistra a gestire il potere con «più sobrietà», «sono strumentali, demagogiche e dovute più a posizionamenti interni al partito che non al merito stesso di una questione davvero delicata».
Insomma: cose di bottega tutta dentro la Quercia. Peggio: un «ingeneroso e assolutamente irresponsabile attacco sferrato alla nostra regione». Ma c’è chi dice sì. Come Luisa Bossa, già sindaco diessino di Ercolano: «Capisco che ormai siamo alla globalizzazione della stupidità , ma fare una commissione sul mare e una sul Mediterraneo... Anche le mediazioni devono avere un limite». Lei ha votato contro. E proprio non capisce: «Per carità, dicono che così, dando a Italo Bocchino, che fu candidato da An contro Bassolino, il ruolo ufficiale di "capo dell’opposizione (con tanto di ufficio apposito con dotazione di personale, auto e autisti) e distribuendo alla destra sei presidenze, ci saranno meno problemi di ostruzionismo. Che anche la nomina alla presidenza del Consiglio di Sandra Mastella è filata via liscia liscia come se già ci fosse un accordo prima. Che per il bene della regione bisognava pagare qualche prezzo. Però... ».
Però i mal di pancia dentro la sinistra, in tutta Italia, si moltiplicano. Come si moltiplicano le accuse contro i «compagni che sbagliano». Meglio: i compagni che lottizzano. O almeno fanno buon viso a cattivo gioco. Come nel Lazio, dove la maggioranza guidata da Piero Marrazzo, che nega tutto vantando tagli su tagli, è sotto accusa per aver aumentato gli assessori da 12 a 16, moltiplicato le commissioni fino al numero spropositato di 24, distribuito a certi neo-assunti stipendi iperbolici, accresciuto il parco di auto blu e tentato addirittura di dare a Maria Coscia, assessore alla scuola del Comune di Roma, una collaborazione di 230 mila euro l’anno...
Perfino Nichi Vendola, al quale tutto potevano rimproverare i duri e puri della nostra gauche tranne indulgenze clientelari, è finito nel mirino per avere accettato senza scatenare l’inferno l’assunzione all’Acquedotto Pugliese, storico serbatoio di clientele fin dai tempi in cui Gaetano Salvemini diceva che «ha dato più da mangiare che da bere», di 31 persone: nipoti, fratelli, cugini, cognati di politici e sindacalisti.... Tutti scelti come ultimo atto (propiziatorio?) dall’uscente Francesco Divella, cugino di Vincenzo, presidente «rosso» della Provincia.
Compreso Pierluigi Introna, figlio dell’assessore ai Lavori Pubblici vendoliano Onofrio Introna. È sulla Campania e la Calabria, però, che i mal di pancia sono più lancinanti. A Napoli, dove un consigliere post-fascista (Enzo Rivellini, An) e uno comunista (Antonio Scala, cossuttiano) sono arrivati a fare insieme un documento che propone provocatoriamente «di verificare se non sia più conveniente per i cittadini campani concedere i "benefit" indistintamente a tutti i consiglieri senza inventarsi commissioni tanto speciali quanto inutili», le commissioni sono diventate tante da offrire, sommando tutte le altre cariche (7membri all’Ufficio di presidenza del Consiglio, 5 Revisori dei Conti, 10 capigruppo...) più sedie di quanti siano i consiglieri. Se questi sono 60, le poltrone sono infatti diventate 77. Il «Corriere del Mezzogiorno» ha fatto i conti: ogni presidente prende un’indennità di 1.500 euro al mese, ogni vicepresidente ne prende 1.000, ogni segretario 700. Più le segreterie, le auto blu, le prebende varie.
Quanto alla Calabria, dove i consiglieri regionali col nuovo statuto sono diventati 50 e cioè uno ogni 39.865 abitanti (in Lombardia sono uno ogni 111 mila: un terzo), la salutare abolizione dei monogruppi, che nella scorsa legislatura erano diventati tanti da coprire di ridicolo la Regione, è stata riequilibrata non solo dal solito aumento delle commissioni (da sei a nove), dall’invenzione dei sottosegretari e dalla delibera che prevede l’assunzione di un massimo di 15 persone all’ufficio stampa, ma anche da una raffica di nomine di «dirigenti di servizio» e «dirigenti di settore», che trova precedenti solo nel mitico proclama di Carlo V: «Todos caballeros!». Per non dire degli 86 portaborse (funzionari di partito e poi sorelle, figli, cugini, cognati... ) assunti durante l’era Chiaravalloti senza un solo voto contrario delle sinistre. Una scelta bollata dai vescovi come prova di «degrado etico».
Il nuovo governo regionale, guidato da Agazio Loiero, ha deciso di offrirli a chi li vuole. Chi non verrà scelto verrà smistato in qualche ufficio bisognoso. Dopodiché ogni politico non soddisfatto della merce umana avuta in offerta, dicono i soliti maliziosi, si sentirà in diritto di chiedere l’assunzione provvisoria di persone di assoluta fiducia. Precari da far poi assumere, se possibile, con qualche nuova leggina. Malizie? Può darsi. Ma l’anno scorso c’è chi diede battaglia per assumere in pianta stabile anche i lavoratori interinali. Insomma: sarà anche vero che nessun governo ha mai avuto tanti ministri e sottosegretari quanti il Berlusconi Bis, ma questi governi locali di sinistra...
Gian Antonio Stella
17 luglio 2005




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9 luglio 2005


LA LETTERA

 

Curci (An): «La circoscrizione in letargo» Era il 14 ottobre quando per l'ultima volta si è riunito il Consiglio della Circoscrizione Borgovilla-Patalini. Siamo dovuti giungere al 2 dicembre per poter svolgere una riunione dei capigruppo e quindi iniziare a sentire il "profumo" di un Consiglio che spero si terrà prima di Natale. Ma cosa è successo in questo periodo? Siamo andati in letargo? La Circoscrizione ha per incanto risolto tutti i suoi problemi e non c'è più stato il bisogno di discuterne? Non penso si tratti né di un meritato riposo (visto il poco lavoro che si è fatto in questi anni) e né di una non necessità di far svolgere alla Circoscrizione i suoi lavori. Penso francamente, e questa è una sensazione tutta mia, che il presidente e tutta la maggioranza siano coinvolti in qualche manovra "politico-elettorale" o in qualche simpatico gioco di "scambio di poltrone" in cui qualcuno alla fine resta in piedi e rischia di essere eliminato. Non è giustificabile un tale tipo di comportamento da parte della maggioranza che da quasi 2 mesi non dà la possibilità alla Circoscrizione di convocare la sua assemblea. Caro presidente e cari colleghi, ricordiamoci che siamo stati eletti per impegnarci a risolvere i tanti problemi della Circoscrizione; ricordiamoci che oltre agli ormai decennali disagi (strade che si allagano ad ogni pioggia, zone poco illuminate, cani randagi, insufficienti spazi verdi, strade dissestate, tralicci della corrente elettrica a distanza non di sicurezza, cattiva gestione del palazzetto dello sport) si sono aggiunte altre complicate questioni: la chiusura dell'ufficio anagrafe in via Dante Alighieri, i topi della "distilleria" che ormai fanno visita anche ai balconi dei piani più alti (come dimostrano le tante segnalazioni che arrivano in Circoscrizione). Nella prossima seduta del Consiglio si parlerà di "sicurezza e legalità". E' un argomento di certa importanza ma questo è un problema che la Circoscrizione non può avere la presunzione di risolvere perché sicuramente di una portata superiore a quelle che sono le nostre competenze: ci limiteremo ad offrire il nostro sterile progettino che con larghissima probabilità non sarà ascoltato dalla Giunta (come l'esperienza dimostra), rischiando di assecondare,senza benefici per i cittadini, solo uno spot elettorale: la vigilessa di quartiere. Luigi Curci capogruppo Alleanza nazionale - circoscrizione Barberini -Patalini

04/12/2004




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9 luglio 2005


Denuncia del Circolo Territoriale di AZIONE GIOVANI “Corrado Cardone” Barletta e del Gruppo di AN alla Circoscrizione Borgovilla-Patalini

 

Tra le tante disordinate opere urbanistiche a cui l’Amministrazione Comunale ci ha abituati,l’ultima,in via D.Alighieri,ci ha davvero stupiti!

Lo spartitraffico che si sta completando è troppo alto per poter avere l’essenziale funzione di “marciapiede”.

Ricordiamo che in quella via è sito il Commissariato di Polizia ed un passaggio pedonale per attraversare la strada è necessario!

Questo è soltanto l’ultima,seppur piccola,di una lunga serie di insensate opere (o mancate opere);si pensi ad esempio ai dossi rallentatori di alcune vie (come in via dei pini o via Vittorio Veneto)i quali sono discontinui in senso orizzontale e dunque poco sicuri;all’assenza di rotonde in incroci pericolosissimi (uno su tutti l’incrocio via Vittorio Veneto-via Dante Alighieri nei pressi del liceo scientifico);la traversa non asfaltata tra via Achille Bruni e via Fracanzano (da anni dimenticata) che potrebbe diventare utile parcheggio per il mercato del sabato visti i forti disagi di circolazione che ogni settimana si verificano e per non parlare infine della situazione delle strade del quartiere sempre più dissestate.

Insomma,non stiamo parlando dei “grandi” problemi urbanistici (passaggi a livello in primis) per i quali ormai,finché la città sarà governata dal centro-sinistra,ci siamo rassegnati alla loro non risoluzione,ma di “piccoli” problemi visti dai nostri governanti locali con una incredibile miopia…per non dire “indifferenza”.

 

ANTONIO PICCOLO

Commissario AG Circolo Territoriale “C.Cardone”- Barletta

 

LUIGI CURCI

Capogruppo AN Circoscrizione Borgovilla




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sfoglia     ottobre       

 

Francesco Ventola Presidente - L'uomo della provincia

   FRANCESCO VENTOLA PRESIDENTE DELLA PROVINCIA BARLETTA - ANDRIA - TRANI

  


Profilo Facebook di Luigi Curci 

MI PRESENTO::
Sono Luigi,ho 27 anni,sono barlettano,
laureando in giurisprudenza presso l'Università degli studi di
Bari.Dopo aver fatto politica
a livello studentesco,ho
aderito ad AZIONE GIOVANI nel settembre 2000
divenendone immediatamente un attivo militante;dopo
 poco mi sono iscritto ad ALLEANZA NAZIONALE.Nel
maggio 2002 mi sono candidato alle elezioni per il
rinnovo del Consiglio di Circoscrizione (Circ.
Borgovilla-Patalini) venendo eletto con 163 preferenze
(primo della lista) e ricevendo dalla Segreteria di Partito
la nomina di capogruppo(mandato decaduto nel maggio 2006).
Dal novembre 2005 sono dirigente provinciale di Azione
Giovani con incarico al Dipartimento Cultura.Dal gennaio
2006 Presidente cittadino di AREA.
Dal dicembre 2006 Vicepresidente del Circolo Territoriale
di AN Barletta "X medaglie d'oro".
Dal settembre 2007 Commissario del Circolo Territoriale
di AG Barletta "Corrado Cardone".


   
   
Posta elettronica e contatto MSN:
luigicurci@fastwebnet.it


PROSSIMI APPUNTAMENTI:



 








 






Campagna anti troll


  





5 per mille

http://www.fondazionenuovaitalia.org/lafondazione/5x1000.php



 Una veduta di Via dei Fori Imperiali invasa dai manifestanti - Foto di Enrico Para



Azione Giovani per Barletta:filmato di denuncia sul degrado della nostra città
                


     

 

 

 

                foto:
(manifestazione a Roma del 2 dicembre 2006)

 

     




con Alemanno dopo l'inaugurazione della campagna elettorale a Barletta per le Politiche 2008



con Mantovano dopo un convegno a Barletta 








   
     

SU BOLOGNA VOGLIAMO
LA VERITA'.CIAVARDINI INNOCENTE!
http://altaforte33.altervista.org/


 


Fare Verde


                  

       
           FONDAZIONE NUOVA ITALIA


tit1


 



 (momenti di politica e militanza della Destra Sociale Barlettana)

 

            

 

 





(manifestazione a Roma del 13 ottobre 2007):





(manifestazione a Bari del 19 gennaio 2008)





 



 




 



                                                             
    
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